RUOLI DIVERSI

 

Impenitente nella tua deriva fui naufrago
in angusta caverna di sentimenti
e fui esploratore temerario
nell’essenza di vita che si diramaEnrico-Fattizzo-Linevaso-ritmoi-copertinapiatta7
per sublimi matasse.

Fui esegeta irretito
nel paesaggio di codici cifrati
ai miei piedi stessi giacente
nel tremore di festante carne
che gaudente fruii.

E fui padre distratto
nella melina delle ore
che alla corsa prelude
di pensieri concepiti.

 

 

CONCHIGLIA D’INVERNO

 

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Stava sorniona la conchiglia
su battigia innaffiata dal mare.

Profumate didascalie incomprensibili
al suo interno
e orizzonte sconosciuto.

Ouverture rifinita da umidità
inesorabile
soffio delicato del passato
e furia d’empito del futuro.

Quel piccolo oggetto buffo
contorto
inoculava nel cielo il miele
dell’inverno
e l’orecchio fiducioso e trasognato
si appoggiava.

Nitido si udiva il suono
dell’universo.

 

UN MONDO DI MANI

 
Sulle mie mani ho incisoEnrico-Fattizzo-Linevaso-ritmoi-copertinapiatta7
la cifra della sofferenza.
Con le mie mani ho regalato
carezze ai fantasmi del tormento.
Nelle mie mani ho posato
le lacrime bruciate del vulcano.
Dietro le mie mani ho celato
l’orizzonte sconfinato dell’inconscio.
Sotto le mie mani ho scoperto
il chiarore delle mete oscure.
Tra le mie mani ho stretto
altre mani in fuga da altre vite.
Oltre le mie mani ho percepito
il presagio di una realtà assai remota.

QUELLO CHE SONO

 

Sono sempre dentro di te

l’impronta preziosa dei tuoi polpastrelliEnrico-Fattizzo-Linevaso-ritmoi-copertinapiatta7

sono la pelle sotto le tue unghie

l’aria che solletica le tue narici

il colore tuffato sulla tua tela

il dizionario abnorme dei tuoi pensieri.

 

Poi la bussola del tuo andare

e il sangue che germoglia dalle tue ferite.

L’humus del terreno che ti cresce

e sulla battigia disegno dei tuoi passi.

Infine la solenne rima del tuo ritmo

l’apostrofo raffinato delle tue elisioni.

 

Sono ciò che non sai.