Se vi sentite in grado di dare, date a…voi stessi: in tal modo eviterete di essere beffati. (22/05/99)

 
Sono avaro di emozioni perché conosco più di altri il loro incommensurabile valore. (23/05/99)

 
Il pensiero assume sovente una “pesantezza” paragonabile a quella di un enorme macigno; per questo, occorrono spalle assai larghe per sopportarne le conseguenze. (24/05/99)

 
Quando un artista dichiara di non seguire delle regole, non fa altro che sottoporsi ad…una regola. (24/05/99)

 
Credere alla scaramanzia è un surrogato della fiducia nelle proprie qualità. (28/05/99)

 

Talora le emozioni sono così forti da renderci…insensibili. (29/04/99)

 
Il narcisista invidia una sola persona: sua madre che ha avuto il grande onore di metterlo al mondo! (29/04/99)download

 
Alcuni non riescono a godere del proprio successo perché privi di energie, avendole profuse in guisa esagerata nell’inseguirlo. (30/04/99)

 
La grandezza di un personaggio si evince dalla quantità e qualità delle sue opere; la grandezza di una persona emerge dalla vastità del suo pensiero! (17/05/99)

Il mondo femminile è come una stanza buia: una volta entrati ci si preclude ogni possibilità di comprenderne la natura. (22/04/99)

 

downloadSolo un uomo equilibrato è in grado di “gustare” tout court l’ebbrezza degli eccessi! (27/04/99)

 
Sento di essere un dominatore, ma non chiedetemi di dominare i miei istinti: sarebbe troppo. (27/04/99)

 

Se l’uomo riflettesse sulla proliferazione di definizioni suggerite per delineare l’essenza dell’anima, sarebbe indotto a propendere per la sua inesistenza! (14/04/99)

 
Se dovessi portare rispetto a tutte le persone…non me ne resterebbe per me stesso. (21/download04/99)

 

Tra l’illusione e la delusione esiste un unico anello di congiunzione: la realtà! (22/04/99)

L’avanzare dell’età consente all’uomo di accettare con maggiore serenità la morte. Ciò avviene in quanto l’uomo, con il procedere degli anni, accumula sempre di più delle piccole “morti parziali” legate agli eventi dolorosi della vita. In virtù di questi eventi, come in una clessidra, all’aumentare del “contenitore della morte”, parallelamente, si svuota, in modo proporzionale, quello della vita. Tutto ciò affievolisce sempre di più la vitalità e, di conseguenza, si considera da un’ottica diversa l’idea della perdita della vita che, in realtà, è solo la perdita di un residuo di vita! (24/03/99)

 
141. Freud, con l’indicazione alternativa della via psicanalitica, ha spalancato le porte ad una prospettiva mortificante per l’uomo. Questi ha preso downloadcoscienza di quale rilevanza abbia l’incoscienza nella struttura del proprio io e di quanto incisiva sia la sua azione sul modus agendi. (06/04/99)

 
154. Quando in un regime politico, fondato sull’oppressione tirannica, vengono conculcati i diritti umani fondamentali, si verifica un fenomeno, che io definisco l’ictus della libertà, analogo a quello anatomico di un’occlusione delle vie arteriose. L’intervento chirurgico diventa, a questo punto, ineluttabile! (21/04/99)

Nella fase della giovinezza si pensa di poter diventare un grande uomo; in progresso di tempo, sovente, si diventa solo un…uomo grande. (28/03/99)

 
La gioia, sovente, è così effimera…da non renderci affatto felici! (Pasqua, 04/0download4/99)

 
Riporre fiducia nel prossimo diventa molto più semplice quando non si ha fiducia in se stessi. (09/04/99)

 
La storia ci ha insegnato che da essa abbiamo imparato ben poco! (09/04/99)

 
L’uomo superiore è colui il quale riesce a non disperdere le proprie energie nella miriade dei “rivoli del quotidiano”. Egli preserva la sua forza per dispiegarla in un contesto metaordinario. (14/04/99)

La cultura rappresenta la “progenie nobile” della curiosità. (14/02/99)

 
Spesso gli uomini si prefiggono degli obiettivi così pretenziosi per dotarsi di un valido alibi per il loro insuccesso. (14/02/99)

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Spesso il solista è una persona che ha cercato invano un’orchestra in grado di seguirlo! (01/03/99)

 
Se è vero, e non di rado lo è, che la povertà rappresenta il miglior viatico per la saggezza e l’intelligenza, si potrebbe affermare che la stoltezza e l’insipienza costituiscono, il più delle volte, la premessa per conseguire la ricchezza? (24/03/99)

 
Circondarsi di amici non è affatto un’impresa difficile; il pericolo è di trovarsi poi…accerchiati. (24/03/99)

 

Anche le bellezze più strabilianti sono destinate inesorabilmente ad essere svilite da una fruizione prolungata. (07/10/98)

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Un uomo che aspetta serenamente la morte, quasi fosse una liberazione, ha attinto una saggezza superiore o ha avuto in dono una vita infelice? Spesso le due cause interagiscono. (07/10/98)

 
La mia più grande gioia è di aver preso parte a quella magnifica tragicommedia che è la vita; vorrei solo poter dire un giorno di non aver interpretato sic et simpliciter il ruolo della comparsa… (16/10/98)

 
La giovinezza è il fiore più bello che il giardino della vita ci offre. Tuttavia, questo fiore lo si apprezza smisuratamente quando il terreno è oramai inaridito ed inadeguato! (22/01/99)

 

La filosofia ha un solo compito: sedurre la mente! (11/02/99)

PENSIERI

Non cercate nella storia la traccia di un telos, di un disegno sovraordinato, di un progetto divino. Il corso degli eventi è determinato dall’opera dell’uomo e dal dispiegamento delle forze naturali e, di conseguenza, rispecchia, sic et simpliciter, quelle che sono le peculiarità di tali cause agenti. La teoria “nietzscheana” dell’eterno ritorno (dell’uguale) sintetizza mirabilmente questa verità. In effetti, la natura umana, spogliata delle difformità prodotte dall’azione di molteplici variabili esogene, rivela la propria identità nel tempo. Sulla scorta di siffatte considerazioni, possiamo affermare che la storia rivela sempre degli elementi di razionalità ed irrazionalità, di magnanimità e crudeltà, di splendore e depressione, mettendo in mostra un quadro policromatico frutto di una complessità consentanea a quella degli autori. (13/09/98)

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Riuscire ad entrare in contatto con un’altra psiche è un evento bellissimo e di facile realizzazione. Stabilire con essa una sintonia rappresenta un evento ancor più eccitante, ma diventa meno agevole da realizzare e pertanto si configura come un fenomeno raro. Essere in grado di penetrare i misteri di una psiche, non ultima la propria, assume i connotati di un’impresa alquanto ardua e risulta praticamente impossibile. E’ proprio questo il fascino della natura umana! (28/12/98)

 
Ritengo la religione un “male necessario” per prevenire le possibili forme degenerative ascrivibili alla libertà di spirito. Da questa prospettiva, essa rappresenta il migliore dei mali, il più auspicabile. In questa analisi, mi riferisco ad una tipologia di religione che potremmo definire “placida”. Esula da tali considerazioni il parossismo religioso ed il fanatismo del culto che culminano, paradossalmente, in quelle manifestazioni esecrabili che la religione dovrebbe inibire. (11/03/99)

 
Sovente la categoria della qualità assume una valenza superiore rispetto alla categoria della quantità. Orbene, questo rapporto risulta invertito sul terreno della ideazione, della produzione di pensieri fecondi. Invero, chiunque può esprimere, di quando in quando, delle idee notevoli, ma pochissimi sono in grado di perpetuare questa attività di procreazione intellettuale. In tale attività la grandezza consiste nell’essere prolifici! (19/03/99)

PENSIERI

Istinto di autoconservazione! Lo si nota nell’uomo, negli animali e, in una forma più blanda, nelle piante. Anche nella materia inorganica si evince un simile fenomeno. Cionondimeno, a me pare che non sia il termine più appropriato per interpretare un siffatto prodigio della natura. Io preferisco parlare di un’azione perpetua della volontà di se stessi ! (31/07/98)

 

 

 

downloadQuale sventura per me venire al mondo in questa epoca! Io considero il Novecento, quantunque sia prematuro esprimere giudizi, un secolo fondamentalmente povero da un punto di vista culturale. Una tremenda morìa di valori e ideali! Abbiamo registrato dei progressi stupefacenti sul versante delle scienze a scapito della cultura umanistica, quella delle lettere, della filosofia pura: dove sono oggi i Platone, gli Aristotele, i Kant, i Dante, gli Shakespeare, i Goethe, i Leopardi, i Pascal, i Nietzsche ? L’arte ha mantenuto un certo vigore generando nuovi filoni come il cinema; il teatro non si è smarrito; per la pittura si potrebbe discutere dell’eventuale débâcle (a me pare che ci sia) ed, eventualmente, della sua portata. Comunque sia, non si può disconoscere il declino dell’architettura e della musica: vi ricordate Bach, Beethoven, Mozart ed altri? Eppure, l’aspetto più angosciante non è questo; ciò che più di ogni cosa mi affligge è la scomparsa del clima culturale tipico di altre epoche, il declino di quella dimensione culturale <<pervasiva>> che si riverberava sulla società, che forgiava il modus vivendi, che connotava la civiltà di un tempo. Se penso alla Grecia antica dei filosofi, alla Francia dell’illuminismo, al clima culturale di Parigi e Londra nell’ottocento, allo splendore del Rinascimento italiano, mi assale la nostalgia! Dove sono oggi i simposi culturali dell’Atene antica? E il clima delle corti rinascimentali? E i salotti culturali del settecento e dell’ottocento parigino? Quella dimensione culturale della vita si è perpetuata, forse, fino ai primi decenni del secolo (ricordiamo i salotti romani frequentati da D’Annunzio) per poi essere superata inesorabilmente sotto la spinta di altri interessi a partire dal secondo dopoguerra. A me pare che l’uomo, all’inizio del secolo, si sia imbattuto in un bivio: una strada portava verso la cultura scientifica, l’altra verso quella umanistica. Ebbene, la scelta è ricaduta sulla prima opzione e, nel prosieguo, l’uomo si è avvalso di una scorciatoia che conduceva all’innovazione tecnologica. Dal periodo dei numi, al secolo dei lumi per arrivare, infine, all’epoca dei…fumi! Restringendo il “campo della riflessione” ai decenni, cresce ulteriormente la mia amarezza: se almeno avessi vissuto gli anni ’60 e ’70! Erano, quelli, degli anni densi di ideali, si credeva in qualcosa e si lottava per difendere dei valori, si perseguivano degli obiettivi (se fossero giusti o sbagliati esula, per ora, dalla nostra indagine), si respirava un clima di “intensità”. Io, invece, ho vissuto gli anni ’80 e ’90: in questo torno di anni, il valore supremo, anzi l’unico valore, è rappresentato dal benessere economico. Si ostenta la propria agiatezza, si va alla ricerca del lusso sfrenato, si rincorre il divertissement, si respira a pieni polmoni un clima di…vacuità sconcertante. Nietzsche avrebbe definito questo periodo come l’era della décadence par excellence! Noi, più semplicemente, la definiamo l’epopea della superficialità ! (05/08/98)

 

 

 

L’aspetto che trovo più deplorevole in molte donne è la loro esasperata ed esasperante dedizione all’uomo; l’accondiscendenza a spogliarsi della loro individualità fino ad infirmarne gli aspetti più importanti; l’empito con il quale conculcano la propria personalità. Tuttavia, il loro errore più grave risiede nella convinzione che un simile atteggiamento rechi gioia, piacere ed un senso di orgoglio all’uomo. Forse ciò può essere vero per gli uomini di animo gretto, i quali sfoderano tali “successi”, alla stregua del cavaliere che sguaina la spada, per lottare contro la mediocrità della loro esistenza. Diametralmente antitetica, invece, sarà la reazione dell’uomo vero: egli, lungi dal provare gioia e orgoglio, ne ricaverà solo sdegno, riprovazione e noia. (29/08/98)