IL LUNGO ANDARE

 
Nei passi incerti di capelli spumeggianti
vidi un profumo di cambiamento
un antico fremito di nobiltà.
Erano le notti colorate a farmi compagnia
quando in fondo alla strada traccheggiavo
come fantasma sbiadito di un passato emaciato.
Mi raccontavano storie di libertà
ma schiava era la trama
che vedevo lacerata da morsi di ciglia.
Le mani scivolavano via come emorragia silente
e pioggia di sudore giù dal cielo
mentre intorno al cuore correva un altro vento.
Per vincere l’anoressia di vita ridevo molto
mangiavo solo pillole di tempo
per gustare ancora un aroma da esaltare.
Poi nel lento declinare si prosciugarono anche le carni.
Le sentivo abbandonarmi senza sussulti
in una maratona di dolore che non faceva neanche male.
Le congedai con sguardo distratto
intento com’ero a percepire le voci forestiere
che mi seguivano per infinito andare.

 

 

Enfat, 02/03/2019

LA LUCE DEL MIO AMICO

 

Guardati le mani amico mio
sono avvolte da un fascio di luce
in volo oltre lo spazio
spiegano un dolore nuovo.
Senti come batte il piede
risucchiato dal ritmo di un’overdose
che non placherà mai la sinfonia di una penombra.
Non piangere più amico mio
i tuoi buchi non sono ferite vere
ma solo grida reiterate senza suono.
E quanto sudore a velare la tua fronte
scivola giù come vita che fugge via
e ringhiando offende l’ingenua trama.
Non è figlio di fatica
ma manifesto da decifrare
fragile matassa da sviluppare
passo troppo lungo per gambe umane.
Avevi già ascoltato il mare
l’ultima volta che ti vidi amico mio.
Eri di pietra bianca
cercavi di agitare lo sguardo
un tempo fiamma indomita
prima che il mondo ti gelasse dentro.
Non so cosa abbiamo detto
né ricordo il disegno del nostro andare
avevi ciglia violentate dal maestrale
mentre il respiro ti inciampava tra i sopravvissuti denti.
Ma ricordo le tue mani amico mio
sempre adagiate nella luce
adunche le dita s’intrecciavano di rimpianti
e io non volli più aprirti gli occhi
sapendo bene che avresti dormito in pace.

 

Enfat, 27/03/2019

IL NESPOLO

 

Foglie vestite di un verde sbiaditooltre-le-parole
danzano sulle note del tempo che fugge
orchestrate da un vento novello
che plasma il futuro spirando dall’alto.
Il nespolo non è più gravido
come in passato quando partoriva
uno sciame di piccole stelle gialle
che folgoravano le zolle impazienti.
Orfano di fecondità e scevro di vigore
sembra accasciarsi stanco e avvilito;
ora nel suo ventre custodisce l’assenza
e dai suoi rami germogliano solo i ricordi.
Nelle pieghe della memoria un bambino
esile e vivace con le braccia protese al cielo
alla ricerca di un frutto di nome vita.
Bambino scalzato da un uomo che osserva
con occhi dolci che trafiggono un vetro opaco.

ANTICHI MESTIERI

 

Curiosi del tuo umore
ti chiedevano novità
un altro respiro ancora
prima dell’apoteosi.

Prigioniera del tuo recitare
concedevi lampi d’illusione
che l’attimo seguente smascherava
privi di luce vera.

Centimetri di pelle vissuta
da consegnare al banditore assente
nel funambolico tintinnar del nulla.

E furono pagane processioni.
Cornice di una metafora che incideva carne,
carne vibrante di deriva.

 

 

Enfat, 03/08/2014.

INTER…GALATTICA!

“Fino al 30 giugno dobbiamo stare calmi, ma dal primo luglio scateneremo l’inferno!” Questo era il mantra diffuso dal mondo Inter (media, opinionisti e giornalisti di fede nerazzurra, operatori di mercato anche molto stimati, ecc.). Suning comprerà anche la luna. Perfino Trump stava tremando all’idea che questi potessero comprare gli Stati Uniti d’America…

In principio, dovevano arrivare Conte o Simeone. Qualcuno si spingeva ad ipotizzare l’arrivo di entrambi: uno per le partite interne e uno per quelle esterne! Poi è arrivato Spalletti, ottimo allenatore ma di livello inferiore ai due di cui sopra. Ma è con il mercato dei calciatori che abbiamo vissuto due mondi paralleli. Si è partiti nientemeno che con Messi. Sì, proprio lui. Nel corso della trasmissione “Zona 11 Mercato” in onda su RaiSport (canali 57 e 58 DT), Pierpaolo Marino, dirigente sportivo di lungo corso che, fino a poco tempo fa, il sottoscritto stimava molto, cavalcava per un paio di mesi questa ipotesi. Spalleggiato dal conduttore Paolo Paganin, e da altri ospiti illustri, parlava di una possibilità concreta di vedere Messi all’Inter, operazione da circa 400 milioni di Euro (cartellino e ingaggio al lordo per 3-4 anni)!!! Per questi signori, Messi, il secondo o il terzo calciatore più forte di tutti i tempi, a trent’anni, quindi con pochi anni di carriera da spendere, rinunciava al palcoscenico della Champions (sul quale spadroneggia da 10 anni insieme a Cristiano Ronaldo) per andare a giocare in una squadra fuori dalle competizioni europee, che da molti anni diserta la massima competizione continentale, e che inanella risultati pietosi da più di un lustro…

Il nostro sosteneva questa tesi utopistica in quanto Suning poteva comprare chiunque e, inoltre, il sindaco di Milano Beppe Sala, tifoso interista, aveva confidato di sognare Messi all’Inter; ergo

Poi, sfumato Messi, i nomi caldi sono stati: Di Maria, Alexis Sanchez, Nainggolan, Vidal, Verratti, Manolas, Schick, Keita, ecc. Al contrario, sono arrivati: Cancelo, Dalbert, Skriniar, Borja Valero, Vecino e Karamoh! Più o meno siamo lì…

Tuttavia, da qualche giorno, molti di quelli che puntavano su acquisti roboanti, cominciano a dire che gli acquisti messi nel mirino dalla società erano quelli che poi effettivamente sono arrivati, che sono nomi non di grido ma funzionali, che questa volta si è fatto un mercato equilibrato senza pensare alle figurine, ecc. In altre parole, è tutto ok…

Comunque sia, tre Soloni del calcio come Sconcerti, Jacobelli e Padovan, oltre a tanti altri opinionisti tifosi (che, come tutti gli interisti, sono patologicamente affetti da un ottimismo eterno, ingenuo e assolutamente ingiustificato!), vedono l’Inter molto competitiva anche per lo scudetto (alcuni la vedono come l’anti Juve, altri come Padovan, che negli ultimi anni non azzecca un pronostico che sia uno, la vedono addirittura come l’anti Napoli con la Juve dietro…)!

Una domada affiora prepotente: ma questi maestri così titolati ed autorevoli hanno riflettuto sul fatto che la rosa dell’Inter contempla come difensori centrali Skriniar, Miranda e Ranocchia e come attaccanti Icardi, Eder e Pinamonti? Infatti, i bookmakers, che rischiano i propri soldi (mentre quegli altri non rischiano nemmeno la reputazione perché in Italia si rimane autorevoli a prescindere…), vedono la Juve nettamente favorita, poi il Napoli, il Milan e, finalmente in quarta posizione, l’Inter…

CAMBIARE PER NON PERIRE

La stagione è iniziata con una partita orribile! E’ vero che quasi tutti i calciatori erano in condizioni fisiche precarie (Higuain in primis), e quindi il giudizio deve essere improntato alla cautela, ma ciò che non va è l’atteggiamento della squadra e, soprattutto, del tecnico. Allegri la deve smettere con questa paura di rischiare, con questa vocazione alla prudenza, con questo dogma dell’andare sul sicuro, schierando sempre i “vecchi”, centellinando i nuovi, anche quando i “vecchi” sono in evidente difficoltà. E la deve smettere con le sostituzioni tardive quando la partita è già compromessa! Cardiff non ha insegnato niente? Lui stesso ha detto, a più riprese, che nell’intervallo di Cardiff aveva due calciatori zoppi, ma prima di effettuare le sostituzioni ha dovuto subire il 3-1 al minuto sessantuno, quando già la squadra non superava la metà campo dal minuto quarantasei! Ieri ha schierato la formazione dell’anno scorso per non rischiare, con Barzagli ancora una volta terzino destro! Khedira, che definire un diesel è riduttivo, assolutamente non in condizione, con Marchisio che, invece, sembra essere in forma, in panchina per tutti i novanta minuti. Dopo trenta minuti doveva sostituire Cuadrado con Douglas Costa e Khedira con Marchisio, ma, come a Cardiff, ha aspettato di subire il 2-0 per effettuare i cambi. Non ho mai capito gli allenatori che, a dispetto dell’evidenza, aspettano il sessantesimo (nella migliore delle ipotesi) per cambiare. Alcuni dicono che lo fanno per non ammettere l’errore (formazione sbagliata), altri sostengono che se si sostituisce un calciatopre nell’intervallo, o ancora prima, lo si distrugge psicologicamente. Entrambe le opzioni sono delle stronzate! Se Cuadrado mi perde tre o quattro palloni in pochi minuti, e da da una di queste situazioni scaturisce il rigore, e in più non incide nella fase offensiva, lo cambio, punto.
Inoltre, Allegri che ha dimostrato carattere e coraggio solo quando passò al 4-2-3-1, deve capire che quel modulo va bene solo se la squadra è al top dal punto di vista fisico, altrimenti si affonda. E’ successo a Cardiff ed è successo ieri. Due centrocampisti come Pjanic e Khedira, se il resto della squadra non è al massimo, vengono devastati da un centrocampo avversario all’altezza.
Molti ascriveranno la prestazione e la sconfitta di ieri alle assenze di Dani Alves e Bonucci, ma è una valutazione assai semplicistica e banale; purtroppo, la situazione è più complessa.
Per concludere, mi piacerebbe vedere la Juve con un gioco più armonioso, non dipendente solo dagli acuti dei singoli. E mi piacerebbe vederla giocare per più di quindici minuti in una partita…
Non vorrei che la società avesse commesso un errore quando ha deciso di continuare con Allegri (con prolungamento del contratto). Il tecnico livornese ha ammesso candidamente di aver pensato alle dimissioni dopo Cardiff. Ecco, spero solo che non abbia perso entusiasmo e determinazione. Può succedere che situazioni del genere generino un certo “svuotamento”. E riaccendere la miccia non è facile…

Se vi sentite in grado di dare, date a…voi stessi: in tal modo eviterete di essere beffati. (22/05/99)

 
Sono avaro di emozioni perché conosco più di altri il loro incommensurabile valore. (23/05/99)

 
Il pensiero assume sovente una “pesantezza” paragonabile a quella di un enorme macigno; per questo, occorrono spalle assai larghe per sopportarne le conseguenze. (24/05/99)

 
Quando un artista dichiara di non seguire delle regole, non fa altro che sottoporsi ad…una regola. (24/05/99)

 
Credere alla scaramanzia è un surrogato della fiducia nelle proprie qualità. (28/05/99)