LA FILOSOFIA DEL COVID 19…

Nel libro I della sua Metafisica Aristotele, come aveva già anticipato Platone, fa derivare l’origine della filosofia dal termine greco thauma che significa meraviglia, stupore. Emanuele Severino ne amplia il campo semantico con un’interpretazione estensiva e più articolata, scorgendo nel riferimento al concetto di meraviglia un richiamo a sentimenti quali la paura, il terrore, lo sgomento. Furono soprattutto i fenomeni naturali a terrorizzare l’uomo che al cospetto di essi si scopriva impreparato, vulnerabile, fragile e impotente. E questo lo spinse a porsi delle domande, a cercare di capire, a filosofare.
Ecco, sarebbe auspicabile che la paura di questi giorni potesse avvicinare molte persone alla filosofia, a un diverso approccio alla vita. Chi invece continua a “fottersene” bellamente, a sottovalutare il fenomeno disattendendo consigli e disposizioni, a rischiare la propria salute e quella degli altri, rimarrà quel che è…
E per costoro la celebre definizione dell’uomo, coniata ancora una volta da Aristotele, visto come un animale sociale, varrà solo a metà…

PENSIERI DIVERSI PER NUOVI SCENARI

Vi propongo alcune riflessioni circa la situazione che tutti, nessuno escluso, stiamo vivendo. Non ricordo eventi paragonabili a questa pandemia che rischia di soffocarci (in tutti i sensi). E non sono certo giovanissimo…Immagino che il clima che si respira, il “coprifuoco”, la necessità di evitare il prossimo e di scansarsi al minimo accenno di “avvicinamento”, la corsa agli acquisti per dotarsi di scorte sufficienti, i volti mascherati e le mani nascoste nei guanti, ecc., possano evocare l’atmosfera tipica dei periodi bellici su larga scala. E presumo che vicende drammatiche come questa si siano presentate in tempi recenti in zone meno fortunate del mondo. Ma si sa che la tragedia è veramente tragica quando ci tocca da vicino, quando i fantasmi agitati dall’angoscia ci sfilano dinanzi agli occhi senza chiedere uno sforzo di immaginazione e di altruismo. Ora ci siamo! E’ giunta forse l’ora più buia, un’immagine che rimanda, pur con i necessari distinguo, a un’altra epoca. Io non ho risposte né certezze. Ma sono ricco di dubbi. E, come i grandi filosofi del passato ci hanno insegnato, il dubbio ci stimola e ci aiuta a cercare una verità possibile. Perché siamo arrivati a questo? Era inevitabile? Oppure paghiamo il prezzo per un modus vivendi in parte sbagliato, esagerato nelle pretese e nelle ambizioni? Che tipo di relazione possiamo ipotizzare tra la globalizzazione senza freni, l’inquinamento del pianeta, i devastanti cambiamenti climatici e il virus? E, se riusciremo a metterci alle spalle questo periodo, saremo in grado di ridiscutere, anche solo parzialmente, il modello di sviluppo fin qui imperante? E la nostra prospettiva subirà una qualche forma di rivisitazione? O continueremo a inseguire la vacuità del superfluo? Cosa ci avrà insegnato questa esperienza quando potremo analizzarla con sguardo retrospettivo? L’astinenza forzata di “vita all’aperto” ci farà finalmente capire che i social non corrispondono al concetto di socializzazione nella sua accezione più autentica e genuina? E, in un prossimo futuro, dobbiamo aspettarci altri virus così pericolosi e difficilmente contrastabili? Che ne sarà della politica di Trump e dei suoi giannizzeri che negano i pericoli ecologici e quelli socio-sanitari, arrivando a deridere i paladini di alcuni principi fondamentali della vita e del vivere insieme? Sono queste le domande in cerca di una risposta. Può essere che tra qualche tempo capiremo di più. Magari impareremo a eleggere le nostre priorità battendo sentieri differenti. Forse riusciremo a spiegare alle nuove generazioni che la vita non è solo corsa sfrenata e rettilinei ma anche passi felpati e percorsi circolari…
Per concludere, dopo una serie di domande autentiche, una domanda retorica: ma come si può, nella situazione attuale, invitare ancora nelle trasmissioni televisive uno come Sgarbi che continua a strillare, a strepitare, a vomitare epiteti e insulti, a fare polemica politica, ma, soprattutto, a minimizzare o addirittura negare la delicatezza del momento? E’ un messaggio pericolosissimo! Non arrivo a invocare la legislazione speciale che implica anche la sospensione di alcune libertà personali e sanzioni esemplari. Ma auspicherei che i responsabili dei palinsesti televisivi e degli altri mass media non offrissero a certi “personaggi pubblici” la possibilità di continuare a sparare puttanate che in momenti come questo possono arrecare danni gravissimi per la collettività! Lasciatelo sbraitare e farneticare su facebook o su youtube, ma almeno non concedetegli il vostro palcoscenico.