ORA SI DEVE VOLTARE PAGINA

La Juve esce molto male dalla Champions nell’anno che sembrava quello giusto per centrare l’obiettivo. A una squadra già tra le più forti d’Europa, veniva aggiunto uno dei due marziani dell’epoca attuale, una macchina da gol infernale, soprattutto in Champions. Inoltre, ci si trovava ai quarti dopo una rimonta agli ottavi, mai fatta prima, che poteva rappresentare la svolta decisiva sul piano psicologico. E in campionato il vantaggio abissale permetteva una gestione tranquilla per convogliare tutte le energie verso il bersaglio grosso. E per finire, ai quarti di finale mancavano tre avversari molto pericolosi come Real, Bayern e Psg. A dispetto di tutto, invece, si va incontro all’eliminazione più amara, cocente e con minor dignità (testa alta) degli ultimi cinque anni (gestione Allegri). Forse per giustificare l’eliminazione si sta sopravvalutando l’avversario. L’Ajax gioca benissimo, è bello da vedere, merita assolutamente la semifinale e il nostro tifo, ma rimane una squadra con soli quattro-cinque giocatori di grande livello. Il resto della squadra è composto da giocatori mediocri (Onana, Veltman, Mazraoui, Schone, Sinkgraven che, peraltro, non giocava da circa diciotto mesi) e da potenziali grandi giocatori che fuori da quel contesto non sarebbero gli stessi (Tadic, Ziyech, Neres). La loro cavalcata terminerà non appena troveranno una squadra che, oltre ad essere molto più forte a livello di individualità (come era la Juve), abbia una buona brillantezza anche sul piano fisico. I primi quindici minuti dell’altro ieri hanno dimostrato che al cospetto di un avversario che corre e pressa diventano una squadra normale.
Ora, al di là di un gioco sempre troppo prudente (e inspiegabile con un parco giocatori di quel livello), che in Europa non paga, e di una sopravvalutazione di alcuni giocatori da parte della critica (Pjanic e Bernardeschi su tutti), si deve fare una riflessione seria sulla condizione di forma con la quale la Juve si presenta alla fase cruciale della competizione. Sono convinto che la Juve di ottobre o novembre avrebbe eliminato senza problemi l’Ajax di martedì scorso. Ma è inutile essere in forma a novembre per poi crollare a marzo-aprile (vedere secondo tempo a Madrid contro l’Atletico, ad Amsterdam e a Torino contro l’Ajax). E, dopo la sosta di fine anno, la Juve non è stata più brillante. E poi gli infortuni a catena di giocatori fondamentali! Anche qui non si può pensare che sia un caso. Se tu hai giocatori di una certa età e di una certa fragilità, e alcuni di essi hanno anche giocato la finale del mondiale a luglio (e si sa che l’anno post-mondiale è sempre “pericoloso”), li devi gestire meglio, devi spremerli di meno, devi preservarli di più. E se hai una rosa così ampia, e un vantaggio più che rassicurante in campionato, non puoi non fare così! Per fare degli esempi, Chiellini non deve giocare a Cagliari dove prende la botta che lo mette fuori causa per i quarti di Champions! E Mandzukic, che ha 33 anni e che ha giocato il mondiale fino alla fine, non può giocare sempre, anche quando si vede che non si regge in piedi. E qui ci sono le colpe di Allegri, dello staff, dei preparatori e, azzardo, della società che non “obbliga” lo staff tecnico a pensare solo alla Champions. Anche perché con i competitors attuali il campionato lo vinci anche non volendo. E basta con la cazzata che non bisogna mollare niente, che una grande società punta a vincere tutto, e altre amenità del genere. Tu devi vincere la Champions e basta! Il resto è optional. Vincere dieci scudetti consecutivi e non vincere la Champions ti espone alla derisione degli antijuventini (naturalmente ingiustificata) che tifano per squadre che ormai sono solo delle “squadrette”, ma che si tolgono queste soddisfazioni dipingendoci quasi come fossimo lo “zimbello d’Europa”. E allora bisogna cambiare approccio! Ora vinceremo lo scudetto con sei giornate di anticipo, e poi? Su quale obiettivo ci concentriamo? Era meglio vincerlo con due-tre giornate di anticipo e pensare alla semifinale di Champions, no? Martedì in campo c’erano solo sei-sette giocatori su ventitré in condizione fisica accettabile (al di là della prestazione più o meno positiva degli stessi). E questo non è accettabile! Situazione già vista due anni fa nella finale di Cardiff. E anche l’anno scorso, a dispetto del miracolo sfiorato al Bernabeu, la squadra non era brillante nel momento clou della Champions (vedasi andata e ritorno degli ottavi con il Tottenham e andata dei quarti in casa con il Real). E’ necessario un cambio di filosofia sia in termini di gioco sia in termini di priorità. E la preparazione fisica deve essere modulato in base alle priorità. L’eliminazione è frutto di tante componenti, ma quella preponderante è costituita dalla condizione fisica sconcertante (infortuni, reduci da infortuni e giocatori fuori forma). La mancanza di gioco, la carenza di personalità di alcuni elementi, o l’involuzione tecnica di altri (ad esempio Alex Sandro), vengono dopo. E per cambiare registro serve una svolta decisa, forte, a cominciare dall’allenatore…

IL LUNGO ANDARE

 
Nei passi incerti di capelli spumeggianti
vidi un profumo di cambiamento
un antico fremito di nobiltà.
Erano le notti colorate a farmi compagnia
quando in fondo alla strada traccheggiavo
come fantasma sbiadito di un passato emaciato.
Mi raccontavano storie di libertà
ma schiava era la trama
che vedevo lacerata da morsi di ciglia.
Le mani scivolavano via come emorragia silente
e pioggia di sudore giù dal cielo
mentre intorno al cuore correva un altro vento.
Per vincere l’anoressia di vita ridevo molto
mangiavo solo pillole di tempo
per gustare ancora un aroma da esaltare.
Poi nel lento declinare si prosciugarono anche le carni.
Le sentivo abbandonarmi senza sussulti
in una maratona di dolore che non faceva neanche male.
Le congedai con sguardo distratto
intento com’ero a percepire le voci forestiere
che mi seguivano per infinito andare.

 

 

Enfat, 02/03/2019

LA LUCE DEL MIO AMICO

 

Guardati le mani amico mio
sono avvolte da un fascio di luce
in volo oltre lo spazio
spiegano un dolore nuovo.
Senti come batte il piede
risucchiato dal ritmo di un’overdose
che non placherà mai la sinfonia di una penombra.
Non piangere più amico mio
i tuoi buchi non sono ferite vere
ma solo grida reiterate senza suono.
E quanto sudore a velare la tua fronte
scivola giù come vita che fugge via
e ringhiando offende l’ingenua trama.
Non è figlio di fatica
ma manifesto da decifrare
fragile matassa da sviluppare
passo troppo lungo per gambe umane.
Avevi già ascoltato il mare
l’ultima volta che ti vidi amico mio.
Eri di pietra bianca
cercavi di agitare lo sguardo
un tempo fiamma indomita
prima che il mondo ti gelasse dentro.
Non so cosa abbiamo detto
né ricordo il disegno del nostro andare
avevi ciglia violentate dal maestrale
mentre il respiro ti inciampava tra i sopravvissuti denti.
Ma ricordo le tue mani amico mio
sempre adagiate nella luce
adunche le dita s’intrecciavano di rimpianti
e io non volli più aprirti gli occhi
sapendo bene che avresti dormito in pace.

 

Enfat, 27/03/2019

COERENZA DEI PERDENTI

Esiste una società di calcio che sventola, impudentemente, la bandiera dell’onestà e che per questo, vergognosamente, ottiene uno scudetto vinto da altri ed assegnato da un Commissario straordinario che fino a poco tempo prima era membro del Cda della stessa società e manager di altre aziende della galassia “vicina” alla stessa società (e tifoso dichiarato della squadra in questione). Poi, quando si scopre che neanche loro erano così onesti (relazione Palazzi…), non rinunciano alla prescrizione perché sanno bene che in caso contrario rischierebbero molto. E continuano a dichiararsi limpidi e puri, additando al contempo i dirigenti della storica rivale come malfattori, delinquenti, incarnazione del male. Ma, inspiegabilmente, cercano di ingaggiare (Moggi), o ingaggiano ufficialmente (Marotta) quegli stessi dirigenti. E continuano a dichiararsi esempi di specchiata moralità. E quegli altri, che vincono quasi sempre, rimangono sempre e comunque lo specchio del male.
E’ una storia tutta italiana. E purtroppo, non sono solo i tifosi di questa società (che perde perché perdente nel Dna) a disconoscere la realtà. Ci sono anche tanti opinionisti e “intellettuali del ramo” a perseverare nell’avallare una farsa di questo tipo…

IL NESPOLO

 

Foglie vestite di un verde sbiaditooltre-le-parole
danzano sulle note del tempo che fugge
orchestrate da un vento novello
che plasma il futuro spirando dall’alto.
Il nespolo non è più gravido
come in passato quando partoriva
uno sciame di piccole stelle gialle
che folgoravano le zolle impazienti.
Orfano di fecondità e scevro di vigore
sembra accasciarsi stanco e avvilito;
ora nel suo ventre custodisce l’assenza
e dai suoi rami germogliano solo i ricordi.
Nelle pieghe della memoria un bambino
esile e vivace con le braccia protese al cielo
alla ricerca di un frutto di nome vita.
Bambino scalzato da un uomo che osserva
con occhi dolci che trafiggono un vetro opaco.

ANTICHI MESTIERI

 

Curiosi del tuo umore
ti chiedevano novità
un altro respiro ancora
prima dell’apoteosi.

Prigioniera del tuo recitare
concedevi lampi d’illusione
che l’attimo seguente smascherava
privi di luce vera.

Centimetri di pelle vissuta
da consegnare al banditore assente
nel funambolico tintinnar del nulla.

E furono pagane processioni.
Cornice di una metafora che incideva carne,
carne vibrante di deriva.

 

 

Enfat, 03/08/2014.

LO SCANDALO SIETE VOI

E come al solito ci tocca fare un po’ di chiarezza in un paese sovraffollato di idioti.
Parliamo di Inter-Juve, naturalmente. Si è scatenato l’inferno in un’orgia di follia incontrollata. Analizziamo i singoli episodi.
Pronti via, al 5′ ammonizione di Cuadrado (giusta) che non sembra avvalorare la tesi di un arbitraggio favorevole alla Juve.
Al 18′ sacrosanta espulsione di Vecino al quale era stato risparmiato un giallo al 7′ per fallo su Khedira. Alla luce dell’intervento e del danno procurato (10-12 punti di sutura per Mandzukic) è da dementi negarlo. Peraltro, Orsato lo ammonisce soltanto, continuando a smentire la tesi di un arbitro pro Juve. E’ solo il Var che lo induce giustamente ad estrarre il rosso!
In occasione del gol annullato a Matuidi ci sarebbe un mezzo fallo da rigore su Higuain che, nel mentre sta calciando in porta da 5 metri, viene ostacolato e buttato giù da Skriniar.
Nel secondo tempo l’unico vero errore grave che favorisce la Juve ovvero la mancata espulsione di Pjanic per secondo giallo. Inoltre, c’erano altri due falli ad opera di giocatori bianconeri che meritavano il giallo.
Nel secondo tempo ci sarebbe un altro rigore netto su Matuidi che, sportivamente, rimane in piedi e quindi trae in inganno l’arbitro.
A tempo scaduto (per onestà intellettuale diciamo che non influisce sul risultato che è già sul 3-2 per la Juve) l’errore più grave in assoluto; ed è ai danni della Juve: Skriniar scaraventa a terra con una spallata violenta Higuain lanciato a rete. Il difensore si disinteressa del pallone. Ci stava punizione dal limite ed espulsione per chiara occasione da gol.
Ora, dopo questa rassegna di errori, gridare allo scandalo per un arbitraggio pro Juve è una vergogna tutta italiana. L’Inter stava comunque vincendo al 87′ ed ha perso perché il suo illuminato allenatore tira fuori Icardi (spauracchio della Juve) e inserisce Santon che, infatti, ha sulla coscienza i due gol!
Rimane la prestazione disastrosa di Orsato, ma non a favore della Juve. Orsato ha favorito, e allo stesso tempo danneggiato, entrambe le squadre. Le parole di Antonello (che mentre parlava leggeva con una flemma tutta interista…) circa lo scandalo visto in tutto il mondo, rappresentano il “vero scandalo”. E la stupidità naif e radical chic di Bonolis che, a proposito di Calciopoli, invece di pensare alla prescrizione dell’Inter e allo scudetto assegnato vergognosamente alla sua squadra, fa balenare l’idea di radiazione mancata della Juve (unica a pagare ma non l’unica colpevole), costituisce la prova provata del livello culturale deficitario di questo popolo. Poi abbiamo assistito a ricostruzioni farlocche e demenziali in merito ai labiali di Tagliavento e Allegri, al saluto tra i due, alla Procura Federale che si stava muovendo, ad un presunto fratello juventino di Orsato festante, ecc. Tutto smentito ed evaporato in un respiro…In altre parole, si cercava di alimentare ancora una volta un clima propedeutico ad una nuova e fantomatica Calciopoli. Questa è la vera violenza! E questo genera violenza!
E’ solo frustrazione allo stato puro in quanto per l’ennesimo anno gli interisti rimarrano fuori dal calcio che conta (Champions) perché sono una squadra e una società mediocre. E la Juve, invece, nonostante l’abisso di Calciopoli, sta per vincere il settimo scudetto consecutivo (record che probabilmente verrà aggiornato nei prossimi anni per poi diventare ineguagliabile per un paio di secoli circa…). E quando Oliver fischiava un rigore discutibile al 93′ a favore del Real che, magari, impediva alla Juve di vincere la Champions, Bonolis e gli altri interisti “onesti” gridavano allo scandalo o esultavano?
Veniamo al Napoli e al suo indegno sindaco che parla di furti di Stato e di calcio. Stiamo parlando di un ex magistrato. E anche questo rappresenta una spia dello squallore e del degrado che attanaglia il paese. Questo signore è recidivo. Più volte si esprime e si comporta come un buzzurro della peggior specie, istiga all’odio e alla violenza. Non ci addentriamo in valutazioni di natura politico-istituzionale (che pure sarebbero opportune), ma ci chiediamo cosa stia aspettando Andrea Agnelli a querelare questo agitatore di popolo tutelando l’immagine e l’onorabilità della Juventus…
Il Napoli ha perso a Firenze 3-0 senza tirare in porta perché la Juve aveva vinto contro l’Inter? E perché mai? Se avesse vinto a Firenze sarebbe rimasto a un punto dalla Juve e, con la trasferta dei bianconeri a Roma, le chanches di scudetto sarebbero rimaste inalterate. In realtà il Napoli perde malamente a Firenze (come io sostenevo già da giorni) perché, nonostante la vittoria allo Stadium, era in netto calo e, soprattutto, perché carente di carattere, abitudine ai vertici e mentalità vincente. Il Napoli avrebbe perso a Firenze a prescindere! E se il sindaco di Napoli riuscisse ad elevarsi al di sopra della propria natura, forse sarebbe in grado di afferrare tale verità.
Calciomercato.com (sito autorevole e non vicino alla Juve) stila e aggiorna la classifica degli errori arbitrali pro e contro. Ebbene, la Juve risulta più danneggiata di Inter e Napoli! Fatela leggere a Bonolis, al sindaco di Napoli e ad alcuni milioni di cretini che ci circondano.

http://www.calciomercato.com/news/moviola-classifica-dei-favori-arbitrali-47060

Eppure quest’anno tutti dicevano ( o almeno pensavano) che con il VAR la Juve non avrebbe vinto più…E ora? Non va bene neanche il VAR? E allora serve veramente un’altra Calciopoli, altrimenti vincerà sempre la Juve, semplicemente perché è la più forte, nettamente più forte…

Per concludere, questi perdenti impenitenti dovrebbero vergognarsi di aver costruito un castello di accuse e calunnie insensate a causa di un secondo cartellino giallo mancante (senza considerare gli altri episodi elencati…)!