IL FESTIVAL DELL’ASSURDO

A metà gennaio ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una crisi di governo che poteva sprofondare il paese in un abisso. E dunque, giusta o sbagliata che fosse nel merito, la mossa è da condannare. E’ stata un’iniziativa sbagliata, al di là di quelli che saranno i risultati del nuovo governo. Conte non meritava questa fine. E io lo avrei visto molto bene nella nuova compagine di governo alla guida di un dicastero di peso. Ma è andata così. E da quel giorno si doveva solo guardare avanti valutando le diverse alternative sul tavolo. Gli analisti politici hanno iniziato a scaldare i motori proponendo visioni e previsioni, ricette e soluzioni, retroscena e auspici.
Il ventotto gennaio, ospite a Otto e Mezzo su La7, Travaglio affermava che si stava andando inesorabilmente verso le elezioni anticipate. In realtà, anche un deficiente (nel senso letterale del termine) capiva che quella era l’unica opzione impossibile per più di un motivo. D’altro canto, se uno preferisce fare il giornalista satirico, attaccando tutti coloro che gli sono invisi (politici, colleghi, testate giornalistiche), affibbiando loro degli appellativi da comico consumato (“Il pregiudicato”, “l’Innominabile”, “Sambuca Molinari”, “Il cazzaro verde”, ecc.), non può che smarrire la lucidità quando si tratta di fare il giornalista serio e l’analista politico. Se uno non riesce più a sfoggiare l’intelligenza nel senso etimologico del termine (leggere dentro, andare oltre, gettare lo sguardo in profondità, per poi formulare giudizi ex-post e, soprattutto, ex-ante, riuscendo a intuire, a prevedere ciò che accadrà), è giusto che si concentri sugli spettacoli dove, grazie a una pletora di beoti che lo idolatrano, può guadagnare molto di più. E qualche tempo fa, quando si manifestavano i primi rumours, preconizzava l’indisponibilità di Draghi ad assumere il ruolo di premier. Anche qui, intuizione illuminata. E ancora, sempre ospite di Otto e Mezzo, affermava che i 5Stelle e la Lega non avrebbero mai sostenuto Draghi. E daje! E, per giunta, le sue affermazioni e/o previsioni sono sempre perentorie, comunicate con un certo piglio, accompagnate da questo sorrisetto compiaciuto di superiorità. Ora sembra che sia stato abbandonato anche da Grillo e dai 5Stelle. E ha già iniziato ad attaccarli. Probabilmente continuerà ad attaccarli a tambur battente. Fine di un idillio. Con Grillo sarà un bel duello sul terreno della satira con nomignoli e appellativi a profusione. Gli rimangono Di Battista (quello che aveva promesso che in quindici giorni avrebbero smantellato la TAP nel Salento…), la Lezzi e la Raggi. E per confermare il suo delirio, oltre a prevederle le elezioni, è arrivato ad auspicarle. Si è schierato contro il governo Draghi mettendo in evidenza l’incompatibilità delle forze che lo sostengono. Innanzitutto, avrebbe dovuto riflettere sull’alternativa al neonato governo, ovvero elezioni con vittoria del centrodestra e Salvini a gestire la fase più delicata dal secondo dopoguerra in poi. E, alla luce della situazione a dir poco drammatica, al di là della pericolosa eterogeneità delle forze di governo, è meglio avere al comando Draghi o Salvini? Se l’Italia si fosse presentata in Europa con Salvini premier avrebbe preso tanti calci nel culo da rimbalzare a tempo indeterminato. Avere Forza Italia e la Lega al governo non è un bel vedere (ma la Lega ha governato con i 5Stelle nel primo governo Conte, mi pare…). Per di più, esponenti quali Brunetta e Gelmini sono difficilmente digeribili. Ma pensate a un governo presieduto da Salvini e con soli esponenti di Lega, FdI e Forza Italia!
Ma il suo errore più grave, e di chi la pensa come lui, consiste nel trascurare l’eccezionale emergenza della congiuntura che esige la sospensione della logica dell’ordinario. In questo frangente era necessario evitare a tutti i costi le elezioni per tre motivi fondamentali:
-non alimentare ulteriormente i contagi con milioni di persone alle urne;
-poter implementare subito (non tra tre mesi) il piano di vaccinazione che possa condurci fuori dal tunnel;
-presentare entro due mesi il Recovery Plan pena il rischio di compromettere la possibilità di avere in dotazione oltre 200 miliardi, che significherebbe la morte definitiva del paese.
Non mi pare che sia necessaria una particolare intelligenza per capire che adesso conta solo questo. E che si debba fare subito! E che si debba fare sotto la guida di una persona autorevole che goda di grande credibilità nel mondo (Draghi, appunto)! Poi, tra un anno si può ritornare alla logica della normalità e quell’incompatibilità politica può, e deve, di nuovo avere senso come argomento inconfutabile. Naturalmente, non è solo il buon Travaglio a non capire. Ci sono addirittura molti esponenti della sinistra che invocavano le elezioni che avrebbero regalato a Salvini la guida del governo! Tutto in nome del popolo sovrano. Sì, del popolo sovrano…e della democrazia diretta su Rousseau…
In realtà Travaglio è incazzato nero perché “l’odiato” Renzi è riuscito nel suo intento di mandare a casa “l’amato” Conte per sostituirlo con Draghi. E i 5Stelle, alla fine, hanno accettato. Invece, lui voleva che si vendicassero. Credo proprio che se si fosse concretizzato il Conte ter con dentro anche Lega e Forza Italia, non sarebbe stato così contrario. Però, non potendo criticare Draghi (per ovvi motivi), allora si concentra sugli alleati “maledetti”.
Un altro campione di lucidità e profondità prestate all’analisi politica è tale Scanzi (discepolo di Travaglio e amico di Di Battista…), che sentendosi “il fico del giornalismo”, si atteggia a bulletto dell’informazione, una specie di “Fonzie degli opinionisti”. Anche lui si dedica agli spettacoli e allo show con invettive molto colorite e intrise di spocchia. Per dimostrare che, come il suo direttore, ci azzecca poco in quanto ad analisi dello scenario politico, alle ore diciassette e venti del tre febbraio postava su Facebook una sorta di editoriale nel quale, oltre a tante altre cazzate, dava del coglione (più o meno) a chi riteneva Renzi il vincitore della partita a scacchi e a chi prevedeva che i 5stelle si sarebbero spaccati sul governo Draghi. Anzi, sosteneva che Draghi li avrebbe ricompattati e che avrebbe vinto l’ala più movimentista e di lotta del suo amico Di Battista…
Infatti, detto fatto. Grillo è sceso pesantemente in campo, ha dovuto raggiungere per due volte nel giro di pochi giorni Roma per indirizzare e condizionare (come sempre) il voto “libero”. Poi hanno rinviato di qualche ora le consultazioni (farsa) per non correre rischi e, nonostante tutto, il risultato della consultazione sulla piattaforma è stato: 60 a 40! Subito dopo Di Battista ha lasciato il Movimento (che per loro è l’unica nota lieta)! E, nelle ultime ore, la Lezzi chiede un altro voto su Rousseau minacciando il no al governo Draghi. E la scissione è dietro l’angolo. Compattezza allo stato puro…come aveva intelligentemente previsto Scanzi! Non pago, nel corso della puntata di Otto e Mezzo del dodici febbraio, pieno di livore, definiva i 5stelle delle capre (mutuando il termine da Sgarbi che non dovrebbe godere della sua stima…). Se anche fosse vero, potremmo dire che lui e Travaglio ci hanno impiegato tanto tempo prima di scoprirlo…Pertanto, anche qui un po’ più di intelligenza avrebbe fatto comodo! Di capra in capra…
Quanto a Renzi poi, può piacere o non piacere, e la sua mossa, come già detto, va condannata. E gli si può imputare il fatto che abbia giocato con il futuro del paese e sulla pelle degli italiani per meri interessi personali. Ciononostante, non si può negare che sul piano prettamente politico abbia vinto perché, pur avendo il 3% di voti, è riuscito a portare a casa l’obiettivo (far cadere il governo Conte per sostituirlo con un governo Draghi). Travaglio e Scanzi lo deridevano in quanto con un pugno di voti a disposizione voleva decidere le sorti del governo Conte. Eppure lo ha fatto! E questo significa vincere la battaglia. Poi sulla moralità della vittoria si può discutere. Negli ultimi tempi, quando ha voluto mandare a casa qualcuno c’è sempre riuscito nonostante i numeri esigui che può vantare. Ha scommesso sul fatto che Conte non avrebbe trovato i numeri al Senato (mentre altri erano fiduciosi sui tanti “responsabili”, che in altri tempi avrebbero etichettato come “venduti”) e ha avuto ragione. Da un punto di vista dell’intelligenza politica, della scaltrezza, della dialettica e dell’oratoria, non ha rivali. E’ per distacco il più dotato. Purtroppo, quell’intelligenza, spesso, la utilizza male, facendosi prendere la mano da un eccesso di protagonismo e da una bramosia di visibilità che lo portano a sfasciare anche per risentimento personale.
E’ curioso notare come Travaglio, Scanzi e Barbacetto (ospite della puntata di Tagadà del dodici febbraio) abbiano sempre assegnato a Renzi il 2% dei voti e non il 3%. Mah…forse la matematica non sarà mai il loro mestiere…
Cambiando versante, il risultato è identico. Il dodici febbraio, ospite a Coffee Break su La7, Bagnai (una delle menti illuminate della Lega) faceva pena nel tentativo di giustificare il cambiamento radicale del suo partito dopo che per anni, insieme a Borghi, ci ha ammorbato le palle con una battaglia ideologica feroce contro l’Europa, l’Euro, la perdita della sovranità popolare, e altre menate di tal fatta. Poi in un paio di giorni tutto spazzato via. Ma non gli ha fatto difetto la faccia di bronzo, dipinta da una vergognosa ipocrisia, nel dire che non erano loro ad aver cambiato idea ma tutti gli altri…Una bassezza morale e intellettuale da far tremare i polsi!
E ora tutti i giornali vicini al centrodestra diventeranno europeisti, antisovranisti, magari anche favorevoli al Mes, ecc.
Per concludere, esprimo la mia solidarietà alla miriade di lacchè (di destra, di sinistra e di centro) che, dopo aver conseguito diverse lauree su facebook (nelle materie più disparate), hanno condotto una battaglia veemente per supportare gli esponenti politici di riferimento nelle baggianate che andavano propinando. Poi, nel giro di ventiquattr’ore, quegli stessi esponenti politici sfoderavano una giravolta degna di nota, spazzando via mesi (o anni) di intenso lavoro (di lingua e d’intelletto), studio e sacrificio dei loro fedeli lacchè. Ora, dopo la figura di merda, scopriranno anche che le lauree rilasciate da facebook non hanno valore legale…

SOLDATO

 

Mi hanno visto così
ago ribelle mischiato all’erba alta
con gli occhi invasi da un sole in espansione
in questa distesa che mai s’arresta
affollata da molti suoni e da gemelle sensazioni.
Non si vedevano ferite
né l’effigie della paura era ancora emersa.

S’avanzavano guardinghi i passi, e pesanti
prima che l’eco sterminata del silenzio
ne rubasse le geometrie del prosieguo.
Con palpebre inchiodate in alto
mi affidavo al ritmo delle ginocchia
per insinuarmi tra le nudità della terra
e strisciandovi sopra
avvertivo l’insidia dell’umidità che sputava.
E mi sembrava di annegare.

La mano, per nulla ferma, scivolava sull’artiglieria
e l’altra cercava di placare il cuore.
Era come un lungo, infinito assolo di chitarra
ma erano corde di morte a vibrarmi intorno.
Fuggiasca di bocca la saliva mi bagnava il mento
sotto una coperta di uccelli in dolce attesa.

Avrei voluto rivisitare le istantanee di vita
custodite nella tela di un respiro
ma c’era troppo silenzio per potersi concentrare.
Riuscivo solo a pronosticare l’abito del mio sangue
e mi consolava l’idea del tepore che mi avrebbe regalato
in quegli istanti ruminati con fervore
sulla soglia di una dimora che mi aveva accolto.

Fu un viaggio di sfide involontarie
espiazione di colpe ipotizzate
ouverture di redenzione mai vissuta.
Ora qualcuno mi racconta del mio ritorno
ma di questo ancora non ho certezza.
Nel mio recinto di tormenti
continuo a strisciare inseguito da un’idea
sempre quella
tremenda nell’azione e d’interminabile presenza.

 

Enfat, 15/12/2019

LA FILOSOFIA DEL COVID 19…

Nel libro I della sua Metafisica Aristotele, come aveva già anticipato Platone, fa derivare l’origine della filosofia dal termine greco thauma che significa meraviglia, stupore. Emanuele Severino ne amplia il campo semantico con un’interpretazione estensiva e più articolata, scorgendo nel riferimento al concetto di meraviglia un richiamo a sentimenti quali la paura, il terrore, lo sgomento. Furono soprattutto i fenomeni naturali a terrorizzare l’uomo che al cospetto di essi si scopriva impreparato, vulnerabile, fragile e impotente. E questo lo spinse a porsi delle domande, a cercare di capire, a filosofare.
Ecco, sarebbe auspicabile che la paura di questi giorni potesse avvicinare molte persone alla filosofia, a un diverso approccio alla vita. Chi invece continua a “fottersene” bellamente, a sottovalutare il fenomeno disattendendo consigli e disposizioni, a rischiare la propria salute e quella degli altri, rimarrà quel che è…
E per costoro la celebre definizione dell’uomo, coniata ancora una volta da Aristotele, visto come un animale sociale, varrà solo a metà…

INTERVISTA SUPERSCOMMESSE.IT

E’ stato un piacere essere contattato dalla redazione di un importante sito che si occupa di scommesse. Mi chiedevano la disponibilità ad essere intervistato. Naturalmente, la risposta non poteva che essere positiva.

Per leggerla clicca qui.

PENSIERI DIVERSI PER NUOVI SCENARI

Vi propongo alcune riflessioni circa la situazione che tutti, nessuno escluso, stiamo vivendo. Non ricordo eventi paragonabili a questa pandemia che rischia di soffocarci (in tutti i sensi). E non sono certo giovanissimo…Immagino che il clima che si respira, il “coprifuoco”, la necessità di evitare il prossimo e di scansarsi al minimo accenno di “avvicinamento”, la corsa agli acquisti per dotarsi di scorte sufficienti, i volti mascherati e le mani nascoste nei guanti, ecc., possano evocare l’atmosfera tipica dei periodi bellici su larga scala. E presumo che vicende drammatiche come questa si siano presentate in tempi recenti in zone meno fortunate del mondo. Ma si sa che la tragedia è veramente tragica quando ci tocca da vicino, quando i fantasmi agitati dall’angoscia ci sfilano dinanzi agli occhi senza chiedere uno sforzo di immaginazione e di altruismo. Ora ci siamo! E’ giunta forse l’ora più buia, un’immagine che rimanda, pur con i necessari distinguo, a un’altra epoca. Io non ho risposte né certezze. Ma sono ricco di dubbi. E, come i grandi filosofi del passato ci hanno insegnato, il dubbio ci stimola e ci aiuta a cercare una verità possibile. Perché siamo arrivati a questo? Era inevitabile? Oppure paghiamo il prezzo per un modus vivendi in parte sbagliato, esagerato nelle pretese e nelle ambizioni? Che tipo di relazione possiamo ipotizzare tra la globalizzazione senza freni, l’inquinamento del pianeta, i devastanti cambiamenti climatici e il virus? E, se riusciremo a metterci alle spalle questo periodo, saremo in grado di ridiscutere, anche solo parzialmente, il modello di sviluppo fin qui imperante? E la nostra prospettiva subirà una qualche forma di rivisitazione? O continueremo a inseguire la vacuità del superfluo? Cosa ci avrà insegnato questa esperienza quando potremo analizzarla con sguardo retrospettivo? L’astinenza forzata di “vita all’aperto” ci farà finalmente capire che i social non corrispondono al concetto di socializzazione nella sua accezione più autentica e genuina? E, in un prossimo futuro, dobbiamo aspettarci altri virus così pericolosi e difficilmente contrastabili? Che ne sarà della politica di Trump e dei suoi giannizzeri che negano i pericoli ecologici e quelli socio-sanitari, arrivando a deridere i paladini di alcuni principi fondamentali della vita e del vivere insieme? Sono queste le domande in cerca di una risposta. Può essere che tra qualche tempo capiremo di più. Magari impareremo a eleggere le nostre priorità battendo sentieri differenti. Forse riusciremo a spiegare alle nuove generazioni che la vita non è solo corsa sfrenata e rettilinei ma anche passi felpati e percorsi circolari…
Per concludere, dopo una serie di domande autentiche, una domanda retorica: ma come si può, nella situazione attuale, invitare ancora nelle trasmissioni televisive uno come Sgarbi che continua a strillare, a strepitare, a vomitare epiteti e insulti, a fare polemica politica, ma, soprattutto, a minimizzare o addirittura negare la delicatezza del momento? E’ un messaggio pericolosissimo! Non arrivo a invocare la legislazione speciale che implica anche la sospensione di alcune libertà personali e sanzioni esemplari. Ma auspicherei che i responsabili dei palinsesti televisivi e degli altri mass media non offrissero a certi “personaggi pubblici” la possibilità di continuare a sparare puttanate che in momenti come questo possono arrecare danni gravissimi per la collettività! Lasciatelo sbraitare e farneticare su facebook o su youtube, ma almeno non concedetegli il vostro palcoscenico.

SENTIERI INTERROTTI

 

Era lì
intrappolato in comoda gabbia
a lanciare arti lungo uno spazio nuovo.
Segugio dei suoi stessi strappi
ricuciva pupille adultere e fuggiasche.
Un monologo vivace e articolato
per platea appena partorita.
Il dialogo pareva fitto
ma erano latitanti le risposte che cercava
sfidando i suoi fantasmi con domande inesistenti.
E fremeva, poi imprecava, e lacerava la luce.
Ma nel miele intingeva la lingua
quando parlava di figli e di storie andate
e anche la voce risuonava vera.
Non c’era da porsi quesiti
né era necessario scavare oltre
o immaginare vie d’uscita.
Si poteva fermare l’onda
e poi con respiro coinvolgente
si ritornava a un tuffo d’apparenza.

 
Enfat, 25/05/2019

VECCHIO

 
Prendi la mia mano, vecchio.
Fallo prima che il pudore la renda scivolosa.
Portala lontano e non lasciarla più.
In essa forse troverai alcune risposte alle tue domande
alcune sono state vittime d’orgoglio
altre si sono smarrite sotto un cielo distratto.
Ricordo ancora le tue guance
quando vigorose sorreggevano zigomi vanitosi.
Ora hanno disertato in nome di un destino
che poco prima pareva vinto.
Cosa vedi adesso fuori dalla tua ombra?
Di quali sapori si nutre la tua lingua?
E quanti giorni hai divorato questa notte?
Vorresti regalarmi altre parole
ma io non ne ho bisogno
sazio come sono di gesti che disegnano pienezza.
Stai pensando di andare
e io già intuisco i tuoi passi annusando il vento.
Sono passi stanchi, asincroni, pesanti
opachi perché privati della luce del ritorno.
Non è più tempo di resilienza.
Ti chiedo solo di non dimenticare la mia mano, vecchio.

 
Enfat, 20/09/2019

ORA SI DEVE VOLTARE PAGINA

La Juve esce molto male dalla Champions nell’anno che sembrava quello giusto per centrare l’obiettivo. A una squadra già tra le più forti d’Europa, veniva aggiunto uno dei due marziani dell’epoca attuale, una macchina da gol infernale, soprattutto in Champions. Inoltre, ci si trovava ai quarti dopo una rimonta agli ottavi, mai fatta prima, che poteva rappresentare la svolta decisiva sul piano psicologico. E in campionato il vantaggio abissale permetteva una gestione tranquilla per convogliare tutte le energie verso il bersaglio grosso. E per finire, ai quarti di finale mancavano tre avversari molto pericolosi come Real, Bayern e Psg. A dispetto di tutto, invece, si va incontro all’eliminazione più amara, cocente e con minor dignità (testa alta) degli ultimi cinque anni (gestione Allegri). Forse per giustificare l’eliminazione si sta sopravvalutando l’avversario. L’Ajax gioca benissimo, è bello da vedere, merita assolutamente la semifinale e il nostro tifo, ma rimane una squadra con soli quattro-cinque giocatori di grande livello. Il resto della squadra è composto da giocatori mediocri (Onana, Veltman, Mazraoui, Schone, Sinkgraven che, peraltro, non giocava da circa diciotto mesi) e da potenziali grandi giocatori che fuori da quel contesto non sarebbero gli stessi (Tadic, Ziyech, Neres). La loro cavalcata terminerà non appena troveranno una squadra che, oltre ad essere molto più forte a livello di individualità (come era la Juve), abbia una buona brillantezza anche sul piano fisico. I primi quindici minuti dell’altro ieri hanno dimostrato che al cospetto di un avversario che corre e pressa diventano una squadra normale.
Ora, al di là di un gioco sempre troppo prudente (e inspiegabile con un parco giocatori di quel livello), che in Europa non paga, e di una sopravvalutazione di alcuni giocatori da parte della critica (Pjanic e Bernardeschi su tutti), si deve fare una riflessione seria sulla condizione di forma con la quale la Juve si presenta alla fase cruciale della competizione. Sono convinto che la Juve di ottobre o novembre avrebbe eliminato senza problemi l’Ajax di martedì scorso. Ma è inutile essere in forma a novembre per poi crollare a marzo-aprile (vedere secondo tempo a Madrid contro l’Atletico, ad Amsterdam e a Torino contro l’Ajax). E, dopo la sosta di fine anno, la Juve non è stata più brillante. E poi gli infortuni a catena di giocatori fondamentali! Anche qui non si può pensare che sia un caso. Se tu hai giocatori di una certa età e di una certa fragilità, e alcuni di essi hanno anche giocato la finale del mondiale a luglio (e si sa che l’anno post-mondiale è sempre “pericoloso”), li devi gestire meglio, devi spremerli di meno, devi preservarli di più. E se hai una rosa così ampia, e un vantaggio più che rassicurante in campionato, non puoi non fare così! Per fare degli esempi, Chiellini non deve giocare a Cagliari dove prende la botta che lo mette fuori causa per i quarti di Champions! E Mandzukic, che ha 33 anni e che ha giocato il mondiale fino alla fine, non può giocare sempre, anche quando si vede che non si regge in piedi. E qui ci sono le colpe di Allegri, dello staff, dei preparatori e, azzardo, della società che non “obbliga” lo staff tecnico a pensare solo alla Champions. Anche perché con i competitors attuali il campionato lo vinci anche non volendo. E basta con la cazzata che non bisogna mollare niente, che una grande società punta a vincere tutto, e altre amenità del genere. Tu devi vincere la Champions e basta! Il resto è optional. Vincere dieci scudetti consecutivi e non vincere la Champions ti espone alla derisione degli antijuventini (naturalmente ingiustificata) che tifano per squadre che ormai sono solo delle “squadrette”, ma che si tolgono queste soddisfazioni dipingendoci quasi come fossimo lo “zimbello d’Europa”. E allora bisogna cambiare approccio! Ora vinceremo lo scudetto con sei giornate di anticipo, e poi? Su quale obiettivo ci concentriamo? Era meglio vincerlo con due-tre giornate di anticipo e pensare alla semifinale di Champions, no? Martedì in campo c’erano solo sei-sette giocatori su ventitré in condizione fisica accettabile (al di là della prestazione più o meno positiva degli stessi). E questo non è accettabile! Situazione già vista due anni fa nella finale di Cardiff. E anche l’anno scorso, a dispetto del miracolo sfiorato al Bernabeu, la squadra non era brillante nel momento clou della Champions (vedasi andata e ritorno degli ottavi con il Tottenham e andata dei quarti in casa con il Real). E’ necessario un cambio di filosofia sia in termini di gioco sia in termini di priorità. E la preparazione fisica deve essere modulato in base alle priorità. L’eliminazione è frutto di tante componenti, ma quella preponderante è costituita dalla condizione fisica sconcertante (infortuni, reduci da infortuni e giocatori fuori forma). La mancanza di gioco, la carenza di personalità di alcuni elementi, o l’involuzione tecnica di altri (ad esempio Alex Sandro), vengono dopo. E per cambiare registro serve una svolta decisa, forte, a cominciare dall’allenatore…

IL LUNGO ANDARE

 
Nei passi incerti di capelli spumeggianti
vidi un profumo di cambiamento
un antico fremito di nobiltà.
Erano le notti colorate a farmi compagnia
quando in fondo alla strada traccheggiavo
come fantasma sbiadito di un passato emaciato.
Mi raccontavano storie di libertà
ma schiava era la trama
che vedevo lacerata da morsi di ciglia.
Le mani scivolavano via come emorragia silente
e pioggia di sudore giù dal cielo
mentre intorno al cuore correva un altro vento.
Per vincere l’anoressia di vita ridevo molto
mangiavo solo pillole di tempo
per gustare ancora un aroma da esaltare.
Poi nel lento declinare si prosciugarono anche le carni.
Le sentivo abbandonarmi senza sussulti
in una maratona di dolore che non faceva neanche male.
Le congedai con sguardo distratto
intento com’ero a percepire le voci forestiere
che mi seguivano per infinito andare.

 

 

Enfat, 02/03/2019