IL FESTIVAL DELL’ASSURDO

A metà gennaio ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una crisi di governo che poteva sprofondare il paese in un abisso. E dunque, giusta o sbagliata che fosse nel merito, la mossa è da condannare. E’ stata un’iniziativa sbagliata, al di là di quelli che saranno i risultati del nuovo governo. Conte non meritava questa fine. E io lo avrei visto molto bene nella nuova compagine di governo alla guida di un dicastero di peso. Ma è andata così. E da quel giorno si doveva solo guardare avanti valutando le diverse alternative sul tavolo. Gli analisti politici hanno iniziato a scaldare i motori proponendo visioni e previsioni, ricette e soluzioni, retroscena e auspici.
Il ventotto gennaio, ospite a Otto e Mezzo su La7, Travaglio affermava che si stava andando inesorabilmente verso le elezioni anticipate. In realtà, anche un deficiente (nel senso letterale del termine) capiva che quella era l’unica opzione impossibile per più di un motivo. D’altro canto, se uno preferisce fare il giornalista satirico, attaccando tutti coloro che gli sono invisi (politici, colleghi, testate giornalistiche), affibbiando loro degli appellativi da comico consumato (“Il pregiudicato”, “l’Innominabile”, “Sambuca Molinari”, “Il cazzaro verde”, ecc.), non può che smarrire la lucidità quando si tratta di fare il giornalista serio e l’analista politico. Se uno non riesce più a sfoggiare l’intelligenza nel senso etimologico del termine (leggere dentro, andare oltre, gettare lo sguardo in profondità, per poi formulare giudizi ex-post e, soprattutto, ex-ante, riuscendo a intuire, a prevedere ciò che accadrà), è giusto che si concentri sugli spettacoli dove, grazie a una pletora di beoti che lo idolatrano, può guadagnare molto di più. E qualche tempo fa, quando si manifestavano i primi rumours, preconizzava l’indisponibilità di Draghi ad assumere il ruolo di premier. Anche qui, intuizione illuminata. E ancora, sempre ospite di Otto e Mezzo, affermava che i 5Stelle e la Lega non avrebbero mai sostenuto Draghi. E daje! E, per giunta, le sue affermazioni e/o previsioni sono sempre perentorie, comunicate con un certo piglio, accompagnate da questo sorrisetto compiaciuto di superiorità. Ora sembra che sia stato abbandonato anche da Grillo e dai 5Stelle. E ha già iniziato ad attaccarli. Probabilmente continuerà ad attaccarli a tambur battente. Fine di un idillio. Con Grillo sarà un bel duello sul terreno della satira con nomignoli e appellativi a profusione. Gli rimangono Di Battista (quello che aveva promesso che in quindici giorni avrebbero smantellato la TAP nel Salento…), la Lezzi e la Raggi. E per confermare il suo delirio, oltre a prevederle le elezioni, è arrivato ad auspicarle. Si è schierato contro il governo Draghi mettendo in evidenza l’incompatibilità delle forze che lo sostengono. Innanzitutto, avrebbe dovuto riflettere sull’alternativa al neonato governo, ovvero elezioni con vittoria del centrodestra e Salvini a gestire la fase più delicata dal secondo dopoguerra in poi. E, alla luce della situazione a dir poco drammatica, al di là della pericolosa eterogeneità delle forze di governo, è meglio avere al comando Draghi o Salvini? Se l’Italia si fosse presentata in Europa con Salvini premier avrebbe preso tanti calci nel culo da rimbalzare a tempo indeterminato. Avere Forza Italia e la Lega al governo non è un bel vedere (ma la Lega ha governato con i 5Stelle nel primo governo Conte, mi pare…). Per di più, esponenti quali Brunetta e Gelmini sono difficilmente digeribili. Ma pensate a un governo presieduto da Salvini e con soli esponenti di Lega, FdI e Forza Italia!
Ma il suo errore più grave, e di chi la pensa come lui, consiste nel trascurare l’eccezionale emergenza della congiuntura che esige la sospensione della logica dell’ordinario. In questo frangente era necessario evitare a tutti i costi le elezioni per tre motivi fondamentali:
-non alimentare ulteriormente i contagi con milioni di persone alle urne;
-poter implementare subito (non tra tre mesi) il piano di vaccinazione che possa condurci fuori dal tunnel;
-presentare entro due mesi il Recovery Plan pena il rischio di compromettere la possibilità di avere in dotazione oltre 200 miliardi, che significherebbe la morte definitiva del paese.
Non mi pare che sia necessaria una particolare intelligenza per capire che adesso conta solo questo. E che si debba fare subito! E che si debba fare sotto la guida di una persona autorevole che goda di grande credibilità nel mondo (Draghi, appunto)! Poi, tra un anno si può ritornare alla logica della normalità e quell’incompatibilità politica può, e deve, di nuovo avere senso come argomento inconfutabile. Naturalmente, non è solo il buon Travaglio a non capire. Ci sono addirittura molti esponenti della sinistra che invocavano le elezioni che avrebbero regalato a Salvini la guida del governo! Tutto in nome del popolo sovrano. Sì, del popolo sovrano…e della democrazia diretta su Rousseau…
In realtà Travaglio è incazzato nero perché “l’odiato” Renzi è riuscito nel suo intento di mandare a casa “l’amato” Conte per sostituirlo con Draghi. E i 5Stelle, alla fine, hanno accettato. Invece, lui voleva che si vendicassero. Credo proprio che se si fosse concretizzato il Conte ter con dentro anche Lega e Forza Italia, non sarebbe stato così contrario. Però, non potendo criticare Draghi (per ovvi motivi), allora si concentra sugli alleati “maledetti”.
Un altro campione di lucidità e profondità prestate all’analisi politica è tale Scanzi (discepolo di Travaglio e amico di Di Battista…), che sentendosi “il fico del giornalismo”, si atteggia a bulletto dell’informazione, una specie di “Fonzie degli opinionisti”. Anche lui si dedica agli spettacoli e allo show con invettive molto colorite e intrise di spocchia. Per dimostrare che, come il suo direttore, ci azzecca poco in quanto ad analisi dello scenario politico, alle ore diciassette e venti del tre febbraio postava su Facebook una sorta di editoriale nel quale, oltre a tante altre cazzate, dava del coglione (più o meno) a chi riteneva Renzi il vincitore della partita a scacchi e a chi prevedeva che i 5stelle si sarebbero spaccati sul governo Draghi. Anzi, sosteneva che Draghi li avrebbe ricompattati e che avrebbe vinto l’ala più movimentista e di lotta del suo amico Di Battista…
Infatti, detto fatto. Grillo è sceso pesantemente in campo, ha dovuto raggiungere per due volte nel giro di pochi giorni Roma per indirizzare e condizionare (come sempre) il voto “libero”. Poi hanno rinviato di qualche ora le consultazioni (farsa) per non correre rischi e, nonostante tutto, il risultato della consultazione sulla piattaforma è stato: 60 a 40! Subito dopo Di Battista ha lasciato il Movimento (che per loro è l’unica nota lieta)! E, nelle ultime ore, la Lezzi chiede un altro voto su Rousseau minacciando il no al governo Draghi. E la scissione è dietro l’angolo. Compattezza allo stato puro…come aveva intelligentemente previsto Scanzi! Non pago, nel corso della puntata di Otto e Mezzo del dodici febbraio, pieno di livore, definiva i 5stelle delle capre (mutuando il termine da Sgarbi che non dovrebbe godere della sua stima…). Se anche fosse vero, potremmo dire che lui e Travaglio ci hanno impiegato tanto tempo prima di scoprirlo…Pertanto, anche qui un po’ più di intelligenza avrebbe fatto comodo! Di capra in capra…
Quanto a Renzi poi, può piacere o non piacere, e la sua mossa, come già detto, va condannata. E gli si può imputare il fatto che abbia giocato con il futuro del paese e sulla pelle degli italiani per meri interessi personali. Ciononostante, non si può negare che sul piano prettamente politico abbia vinto perché, pur avendo il 3% di voti, è riuscito a portare a casa l’obiettivo (far cadere il governo Conte per sostituirlo con un governo Draghi). Travaglio e Scanzi lo deridevano in quanto con un pugno di voti a disposizione voleva decidere le sorti del governo Conte. Eppure lo ha fatto! E questo significa vincere la battaglia. Poi sulla moralità della vittoria si può discutere. Negli ultimi tempi, quando ha voluto mandare a casa qualcuno c’è sempre riuscito nonostante i numeri esigui che può vantare. Ha scommesso sul fatto che Conte non avrebbe trovato i numeri al Senato (mentre altri erano fiduciosi sui tanti “responsabili”, che in altri tempi avrebbero etichettato come “venduti”) e ha avuto ragione. Da un punto di vista dell’intelligenza politica, della scaltrezza, della dialettica e dell’oratoria, non ha rivali. E’ per distacco il più dotato. Purtroppo, quell’intelligenza, spesso, la utilizza male, facendosi prendere la mano da un eccesso di protagonismo e da una bramosia di visibilità che lo portano a sfasciare anche per risentimento personale.
E’ curioso notare come Travaglio, Scanzi e Barbacetto (ospite della puntata di Tagadà del dodici febbraio) abbiano sempre assegnato a Renzi il 2% dei voti e non il 3%. Mah…forse la matematica non sarà mai il loro mestiere…
Cambiando versante, il risultato è identico. Il dodici febbraio, ospite a Coffee Break su La7, Bagnai (una delle menti illuminate della Lega) faceva pena nel tentativo di giustificare il cambiamento radicale del suo partito dopo che per anni, insieme a Borghi, ci ha ammorbato le palle con una battaglia ideologica feroce contro l’Europa, l’Euro, la perdita della sovranità popolare, e altre menate di tal fatta. Poi in un paio di giorni tutto spazzato via. Ma non gli ha fatto difetto la faccia di bronzo, dipinta da una vergognosa ipocrisia, nel dire che non erano loro ad aver cambiato idea ma tutti gli altri…Una bassezza morale e intellettuale da far tremare i polsi!
E ora tutti i giornali vicini al centrodestra diventeranno europeisti, antisovranisti, magari anche favorevoli al Mes, ecc.
Per concludere, esprimo la mia solidarietà alla miriade di lacchè (di destra, di sinistra e di centro) che, dopo aver conseguito diverse lauree su facebook (nelle materie più disparate), hanno condotto una battaglia veemente per supportare gli esponenti politici di riferimento nelle baggianate che andavano propinando. Poi, nel giro di ventiquattr’ore, quegli stessi esponenti politici sfoderavano una giravolta degna di nota, spazzando via mesi (o anni) di intenso lavoro (di lingua e d’intelletto), studio e sacrificio dei loro fedeli lacchè. Ora, dopo la figura di merda, scopriranno anche che le lauree rilasciate da facebook non hanno valore legale…

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