PENSIERI DIVERSI PER NUOVI SCENARI

Vi propongo alcune riflessioni circa la situazione che tutti, nessuno escluso, stiamo vivendo. Non ricordo eventi paragonabili a questa pandemia che rischia di soffocarci (in tutti i sensi). E non sono certo giovanissimo…Immagino che il clima che si respira, il “coprifuoco”, la necessità di evitare il prossimo e di scansarsi al minimo accenno di “avvicinamento”, la corsa agli acquisti per dotarsi di scorte sufficienti, i volti mascherati e le mani nascoste nei guanti, ecc., possano evocare l’atmosfera tipica dei periodi bellici su larga scala. E presumo che vicende drammatiche come questa si siano presentate in tempi recenti in zone meno fortunate del mondo. Ma si sa che la tragedia è veramente tragica quando ci tocca da vicino, quando i fantasmi agitati dall’angoscia ci sfilano dinanzi agli occhi senza chiedere uno sforzo di immaginazione e di altruismo. Ora ci siamo! E’ giunta forse l’ora più buia, un’immagine che rimanda, pur con i necessari distinguo, a un’altra epoca. Io non ho risposte né certezze. Ma sono ricco di dubbi. E, come i grandi filosofi del passato ci hanno insegnato, il dubbio ci stimola e ci aiuta a cercare una verità possibile. Perché siamo arrivati a questo? Era inevitabile? Oppure paghiamo il prezzo per un modus vivendi in parte sbagliato, esagerato nelle pretese e nelle ambizioni? Che tipo di relazione possiamo ipotizzare tra la globalizzazione senza freni, l’inquinamento del pianeta, i devastanti cambiamenti climatici e il virus? E, se riusciremo a metterci alle spalle questo periodo, saremo in grado di ridiscutere, anche solo parzialmente, il modello di sviluppo fin qui imperante? E la nostra prospettiva subirà una qualche forma di rivisitazione? O continueremo a inseguire la vacuità del superfluo? Cosa ci avrà insegnato questa esperienza quando potremo analizzarla con sguardo retrospettivo? L’astinenza forzata di “vita all’aperto” ci farà finalmente capire che i social non corrispondono al concetto di socializzazione nella sua accezione più autentica e genuina? E, in un prossimo futuro, dobbiamo aspettarci altri virus così pericolosi e difficilmente contrastabili? Che ne sarà della politica di Trump e dei suoi giannizzeri che negano i pericoli ecologici e quelli socio-sanitari, arrivando a deridere i paladini di alcuni principi fondamentali della vita e del vivere insieme? Sono queste le domande in cerca di una risposta. Può essere che tra qualche tempo capiremo di più. Magari impareremo a eleggere le nostre priorità battendo sentieri differenti. Forse riusciremo a spiegare alle nuove generazioni che la vita non è solo corsa sfrenata e rettilinei ma anche passi felpati e percorsi circolari…
Per concludere, dopo una serie di domande autentiche, una domanda retorica: ma come si può, nella situazione attuale, invitare ancora nelle trasmissioni televisive uno come Sgarbi che continua a strillare, a strepitare, a vomitare epiteti e insulti, a fare polemica politica, ma, soprattutto, a minimizzare o addirittura negare la delicatezza del momento? E’ un messaggio pericolosissimo! Non arrivo a invocare la legislazione speciale che implica anche la sospensione di alcune libertà personali e sanzioni esemplari. Ma auspicherei che i responsabili dei palinsesti televisivi e degli altri mass media non offrissero a certi “personaggi pubblici” la possibilità di continuare a sparare puttanate che in momenti come questo possono arrecare danni gravissimi per la collettività! Lasciatelo sbraitare e farneticare su facebook o su youtube, ma almeno non concedetegli il vostro palcoscenico.

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