VECCHIO

 
Prendi la mia mano, vecchio.
Fallo prima che il pudore la renda scivolosa.
Portala lontano e non lasciarla più.
In essa forse troverai alcune risposte alle tue domande
alcune sono state vittime d’orgoglio
altre si sono smarrite sotto un cielo distratto.
Ricordo ancora le tue guance
quando vigorose sorreggevano zigomi vanitosi.
Ora hanno disertato in nome di un destino
che poco prima pareva vinto.
Cosa vedi adesso fuori dalla tua ombra?
Di quali sapori si nutre la tua lingua?
E quanti giorni hai divorato questa notte?
Vorresti regalarmi altre parole
ma io non ne ho bisogno
sazio come sono di gesti che disegnano pienezza.
Stai pensando di andare
e io già intuisco i tuoi passi annusando il vento.
Sono passi stanchi, asincroni, pesanti
opachi perché privati della luce del ritorno.
Non è più tempo di resilienza.
Ti chiedo solo di non dimenticare la mia mano, vecchio.

 
Enfat, 20/09/2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.