IL LUNGO ANDARE

 
Nei passi incerti di capelli spumeggianti
vidi un profumo di cambiamento
un antico fremito di nobiltà.
Erano le notti colorate a farmi compagnia
quando in fondo alla strada traccheggiavo
come fantasma sbiadito di un passato emaciato.
Mi raccontavano storie di libertà
ma schiava era la trama
che vedevo lacerata da morsi di ciglia.
Le mani scivolavano via come emorragia silente
e pioggia di sudore giù dal cielo
mentre intorno al cuore correva un altro vento.
Per vincere l’anoressia di vita ridevo molto
mangiavo solo pillole di tempo
per gustare ancora un aroma da esaltare.
Poi nel lento declinare si prosciugarono anche le carni.
Le sentivo abbandonarmi senza sussulti
in una maratona di dolore che non faceva neanche male.
Le congedai con sguardo distratto
intento com’ero a percepire le voci forestiere
che mi seguivano per infinito andare.

 

 

Enfat, 02/03/2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.