DAL CALCIO ALLA VITA

Sto cercando i sapienti che fino a due mesi fa davano l’Inter come accreditata alla vittoria dello scudetto. Ed erano tantissimi, non solo tra i tifosi interisti, da sempre ingenuamente ottimisti al di là della realtà, ma soprattutto tra gli addetti ai lavori, i cosiddetti esperti, gli “intellettuali della materia”…Un luminare in questo senso è quel Giancarlo Padovan che prevedeva l’Inter come antagonista del Napoli (la Juve non dovrebbe vincere niente quest’anno secondo il nostro…) e arrivava a vantarsi di essere stato l’unico a puntare sull’Inter scudettata quando nessuno ci credeva (appunto…). Questo signore viene ancora considerato un dotto ed un competente (in questi anni ha pronosticato sempre il Napoli scudettato e mai la Juve per la quale nutre un’antipatia sospetta…). A settembre e ottobre criticava aspramente i bianconeri, incensando l’Inter e Spalletti. Ora, naturalmente, da italiano medio (altro che colto e intellettuale!) ha invertito la rotta: critica aspramente l’Inter e lo stesso Spalletti. E’ passato dal pronosticare lo scudetto a prevedere un difficile quarto posto…

Mario Sconcerti, altro “intellettuale del calcio”, dopo solo due giornate parlava di Napoli e Inter come le uniche squadre complete e compiute. E definiva la Juve come in preda ad una profonda crisi d’identità difficile da risolvere. Dopo solo due partite una sentenza definitiva, una Cassazione bella e buona. In realtà bastava guardare una sola partita dell’Inter per capire! E a questi signori non è servito neanche il precedente di qualche anno fa con Mancini allenatore (identico andamento iniziale con vittorie molto casuali, e identico periodo prenatalizio a decretarne il crollo…) per indurli a “ragionare sul serio”!

Sto cercando anche quelli che, sempre qualche mese fa, prevedavano una Juve molto indebolita in difesa a causa della partenza di Bonucci. Anche qui un esercito (e non mancavano di certo Padovan e Sconcerti…)!Parlavano di una fragilità difensiva inconsueta e devastante.  Ed era vero in quel frangente; solo che l’italiano medio si spinge a sentenziare senza circoscrivere nel tempo il proprio giudizio. Si sparano giudizi assoluti, senza se e senza ma, tanto poi si può cambiare il proprio giudizio appena lo suggerisce la realtà. E il giudizio è altrettanto perentorio e assoluto quanto quello sfornato in precedenza e smentito clamorosamente dai fatti. Questo modo di ragionare è amplificato dal pathos e dalla faziosità tipiche del calcio, ma non si discosta da quello che viene applicato in generale dall’italiano medio. In altre parole, chi si produce in queste panzane non dimostra solo di non essere competente, di non capire di calcio, ma, soprattutto, rende manifesta la propria carenza di intelligenza, la stoltezza che lo avvolge e lo accompagna. In altri paesi persone come queste non godrebbero più di credibilità e cadrebbero in disgrazia, noi invece continuiamo ad incensarli, a riverirli, a strapagarli…

Comunque, sto pensando di mettere una taglia o di offrire una ricompensa perché quelli che sto cercando sono latitanti…

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