SCONCERT…ANTE

Nel corso della puntata del 14 maggio 2017 de “La Domenica Sportiva”, dopo la sconfitta della Juve contro la Roma, Mario Sconcerti, considerato uno dei più autorevoli giornalisti sportivi, e opinionista principe della trasmissione, comincia a sciorinare dei numeri (leggendoli, ovviamente…) che fotografano la realtà delle ultime partite. Da questa dotta rassegna emerge che il Crotone sarebbe in testa a questa particolare classifica (ultime sette partite), e che Roma e Napoli hanno fatto più punti della Juve (che nelle ultime tre partite aveva racimolato solo due punti…). Dopo il resoconto “contabile” il nostro azzarda una conclusione: “Napoli e Roma sono molto più vicine alla Juve di quanto non avessimo detto e pensato”. Pertanto, dalla sua “lettura” emerge un equilibrio sostanziale tra le tre squadre ed emergono altresì i rimpianti di Napoli e Roma per alcuni punti buttati al vento. Zazzaroni, altro opinionista di punta, sembrava seguirlo su questa strada. Tardelli, vero uomo di calcio, al contrario, ipotizzava che quel distacco minimo fosse dovuto solo al fatto che la Juve, complice le finali di Coppa Italia e, soprattutto, di Champions, avesse mollato un po’, gestendo il vantaggio cospicuo.
Non si capisce come due “esperti” non riescano a capire che se la Juve non avesse avuto quegli impegni, e non avesse avuto quel vantaggio rassicurante, in quelle partite “incriminate” non avrebbe fatto il turn-over massiccio, e non avrebbe giocato quelle partite con una certa rilassatezza…
Come spesso accade, si esprime un giudizio banale e superficiale, basato unicamente sui freddi numeri, senza sforzarsi di interpretarli quei numeri, di analizzare, di scendere un po’ in profondita, di leggere dentro (ricordiamo che il termine intelligenza viene dal latino intelligere che, a sua volta, deriva da intus e legere ovvero “leggere dentro”…). Io la definisco “competenza da televideo”: cioè si legge il risultato della partita su televideo e, di conseguenza, si articola un editoriale che suona come una sentenza, senza analizzare alcunché e senza indagare le cause di quel dato risultato. In Italia questo tipo di competenza è diffusissimo a tutti i livelli, ma quando si parla di calcio raggiunge vette altissime.
Questo campionato, in realtà, è stato il più scontato della storia! Altro che equilibrato! Era già chiuso prima che iniziasse. La Juve, che mai come quest’anno puntava esplicitamente alla Champions, ha giocato il campionato mettendo in campo il 70% di quello che aveva da dare. Lo ha vinto in scioltezza, senza forzare. E questo atteggiamento è stato palese in molte partite nelle quali la Juve forzava 20 minuti, chiudeva la partita e poi si fermava. Abbiamo criticato giustamengte Conte quando, con lo scudetto già in tasca, per conseguire il record dei 102 punti, ha sacrificato una Europa League che poteva vincere in carrozza (finale allo Juventus Stadium…). Il tecnico salentino non volle gestire le forze, rifiutò il turn-over e decise di spingere al massimo anche quando non era più necessario. Ora Allegri fa il contrario e qualche “illuminato” ipotizzava già una mini crisi, un campanello d’allarme, un avvicinamento delle avversarie, un equilibrio inaspettato. Sarebbe come se in una gara di ciclismo un velocista staccasse tutti e ai 50 metri dal traguardo, voltandosi e vedendo gli avversari lontani, smettesse di pedalare, si alzasse sui pedali, levasse le braccia al cielo e, alla fine, vincesse per un metro. In un caso del genere parleremmo di volata equilibrata? Ma per favore…
Non pochi cominciavano a paventare una partita complicata contro il Crotone (come detto squadra più in forma nelle ultime sette partite) che doveva guadagnarsi la salvezza. E infatti è finita 3-0! Qualche giorno prima la Juve aveva battuto tranquillamente la Lazio per 2-0 in finale di Coppa Italia. E anche questa partita aveva partorito pronostici improntati ad un equilibrio estremo!
Comunque, tornando al nostro “maestro”, la domenica successiva, dopo la conquista del sesto scudetto consecutivo da parte della Juve, sempre nel corso de “La Domenica Sportiva”, elogiava convintamente la squadra e Allegri. Era l’unico in studio a vedere la Juve favorita contro il Real per la conquista della Champions accreditandola di un 51% di possibilità di vittoria in virtù di una maggiore completezza e organizzazione di squadra.
Pertanto, seguendo le orme del suo ragionamento, la Juve diventerebbe campione d’Europa battendo il Real che negli ottavi di Champions aveva “scherzato” con il Napoli che, tuttavia, insieme alla Roma, era molto vicino alla Juve! Potremmo definirla una “parodia di un sillogismo “. Aristotele non ne sarebbe entusiasta.
Fa un po’ rabbia pensare che tutti noi dobbiamo pagare con il canone Tv il super ingaggio di questi “maestri”, di opinionisti che sfoggiano una “competenza senza eguali”, pronti ad esprimere giudizi privi di logica per poi ritrattare senza indugio, rivelandoci una verità antitetica a quella che ci avevano propinato un minuto prima…

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