ALLEGRI, SMETTILA!

La Juve gioca male, molto male se si considera l’organico a disposizione. Allegri quest’anno è diventato un paladino feroce della strategia sparagnina, speculativa, cinica; ma questo atteggiamento contraddice le dichiarazioni di inizio stagione dello stesso tecnico che considerava la sua squadra tra le top d’Europa e tra le pretendenti più accreditate alla vittoria della Champions. Le attenuanti ci sono: alcuni nuovi si devono ancora inserire; altri sono stati sopravvalutati dalla critica (Pjanic, molto dotato tecnicamente, ma molto discontinuo e spesso evanescente); la messe di infortuni non si placa (e anche qui si dovrebbero indagare cause e responsabilità prima o poi…); la condizione fisica non è ancora ottimale. Ma tutto ciò non può giustificare la mancanza di coraggio o della volontà di imporsi. Quello che fa storcere il naso, più della mancanza di un gioco, è la mentalità ostentata, figlia di una prudenza eccessiva e fuori luogo. Si segna il goal e poi ci si ferma per gestire, per portare a casa l’uno a zero. Contro avversari molto più deboli, come il Lione che è ottavo nel campionato francese, bisogna continuare ad attaccare per fare il secondo e poi il terzo goal prima di fermarsi per gestire. Non ha senso gestire per ottanta minuti con il rischio di prendere il goal a cinque minuti dalla fine su calcio piazzato! Con un organico come quello a disposizione di Allegri non si puà speculare sull’uno a zero in casa contro il Lione! Ma sono le dichiarazioni post gara del tecnico livornese a far riflettere (per non dire altro): “dovevamo gestire meglio”; “non dovevamo rischiare dopo il loro pareggio”; “il pareggio è positivo perché perdere poteva diventare veramente pericoloso”; “Pjanic ha fatto bene”. In altre parole, a suo dire, l’errore è stato quello di rischiare e di scoprirsi, ovvero avrebbe voluto un atteggiamento ancor più prudente! Dopo aver allestito una super squadra, dobbiamo ancora una volta arrivare secondi nel girone? E, soprattutto, in un girone assolutamente abbordabile che bisognava non vincere ma stravincere? Dopo che per mesi abbiamo coltivato il rimpianto di essere arrivati secondi e di aver trovato il Bayern negli ottavi della stagione scorsa, quest’anno, che siamo tra i favoriti alla vittoria finale, arriviamo di nuovo secondi? Senza i miracoli di Buffon a Lione rischiavamo addirittura di non qualificarci; e questo è inqualificabile…
A marzo si vedrà la vera Juve dice il buon Allegri. Ma se poi a marzo negli ottavi, da secondi, ci tocca il Barcellona? E comunque, al di là del risultato, giocare in quel modo e con quella mentalità, con una rosa del genere a disposizione, è sbagliato. E, sia chiaro, anche se dovessimo arrivare primi nel girone, e fare molta strada dopo, non cambieremmo giudizio sulle partite casalinghe contro Siviglia e Lione che hanno fatto vedere una grande squadra che non gioca da grande squadra.
Sempre nel post gara il tecnico dice che si deve rischiare in alcune partite ma non in altre. Io, invece, direi che si deve gestire un risultato positivo contro alcune squadre (le tre o quattro top d’Europa), ma si deve imporre la propria superiorità contro le altre. Con il Lione, anche alla luce della condizione fisica che faceva presagire un calo nell’ultima mezz’ora, si doveva insistere nel primo tempo alla ricerca di altri goals e non gestire.
Nelle partite che contano, cioè quelle di Champions, mancando Dybala, non ha senso tenere sempre in panchina Alex Sandro e Cuadrado che sono gli unici a saltare l’uomo con facilità, a fare gli “strappi” giusti in grado di piegare gli avversari, a proporre occasioni da goal. Evra ha grandi meriti, soprattutto in termini di esperienza e personalità, ma nelle partite importanti deve giocare Alex Sandro! Cuadrado ha risolto con un guizzo bruciante (appunto…) la partita decisiva a Lione, è in grande forma, ma parte raramente come titolare…
Forse sarebbe il caso che intervenisse anche la società per far capire al tecnico che, anche per una questione di immagine, di crescita del brand, di nuovi sbocchi commerciali, nelle partite di Champions la Juve deve cambiare mentalità ed atteggiamento; non può mostrarsi così brutta al mondo intero. Il risultato non giustifica tutto come, purtroppo, si crede in Italia. E non si risponda con la massima bonipertiana e di buona parte dell’ambiente juventino “vincere è l’unica cosa che conta”. E’ un pensiero sbagliato, molto italiano, ma lontano dalla bellezza che deve esprimere un gioco e lo sport in generale. Si deve vincere meritando. Quando si è più bravi e più forti si deve vincere dimostrando tali qualità.
Non possiamo ridurci come gli interisti che, all’inizio della passata stagione, esultavano per vittorie occasionali e fortuite e per un primo posto in classifica che era assolutamente provvisorio, bugiardo e senza meriti…

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