BAMBINI DI SIRIA

 
Ho veduto la tua schiena
firma minuta
di corpo rannicchiato in tenera posa.
Ho immaginato i tuoi occhi chiusi
mai più in grado di riaprirsi
su un mondo che ti ha spezzato.
Pareva ancora rigurgito di vita
la maglietta rossa
che ti riparava il cuore.
Così ti presentasti
su battigia imbarazzata.
In faccia il suono delle onde
che incredule
smorzavano la fisarmonica del loro andare.
Frammenti gelidi di sangue interrotto
il mio corpo nel tuo
asciugavo lacrime immobili
di un pianto umano
ma mai così lontano.
Ho chiesto a me stesso di spalancare palpebre già vinte
speravo di rubarti un po’ di dolore
per alleviare un peso insostenibile
per spalle piccole in maglietta rossa.
Molti occhi resteranno incatenati
alla spiaggia che ti ha accolto
esule di vita.
Ti vedrò fino a quando
altra spiaggia mi impedirà
di voltarmi su nuovo giorno.

 

 

Enfat, 03/09/2015.

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