FINO A LEI

 
Fui cacciatore di luce vera
da mutuare in fasci poderosi
per rischiarare le molte zone d’ombra:
la trovai nei suoi occhi di smeraldo.

A lungo setacciai la collina
affamato di armonie da dislivello:
poi incontrai i suoi zigomi alati.

Dei sogni
per molto tempo inseguì
la leggera sinuosità:
infine la scovai nelle sue labbra
di forgia floreale.
Dei suoi sospiri
l’ovattato sibilo
da lì trassi.
Nel mio fluire d’esaltazione
come regalo di itinerante epifania
s’insinuava.

Con molta cura allenai il mio olfatto
ad annusare ventagli d’inebrio:
al confine del suo collo ne fui travolto.

Mendicante d’indicibile tepore
da vita piena:
tra i suoi seni finalmente lo ebbi in dote.

Di linee avvolgenti studiai la rima
che mi rimandava echi sublimi:
lungo le sue mani ne ascoltai il cammino.

 

 
Enfat, 03/01/2015

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