RUGHE

 
Oggi tra le tue rughe
che parevano insenature senza mare
ho visto qualcosa
che mai avevo veduto prima.
Era luce discreta, timida,
didascalia di una fatica sottesa
ansimante di una zona d’ombra.

Flebile tremore di passi smorzati
incocciava folate proditorie
nelle corsie del tempo.
Furono respiri d’inciampo
ad accompagnare l’orizzonte
che divenne fisarmonica.

Avrei custodito il tesoro smarrito
se avessi visto quella luce
con occhi accoglienti.
Avremmo potuto scintillare insieme
se fossimo stati al riparo da noi stessi.

 
Enfat, 12/12/2014.

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