Gli italiani hanno lottato strenuamente per conquistare la democrazia. Poi però, la loro indole di individuare un “capo” e di farne oggetto di idolatria, dopo un po’, si fa largo. Negli ultimi vent’anni la personalizzazione della politica, il leaderismo esasperato, la delega in bianco, hanno caratterizzato la vita del belpaese. Su Berlusconi e i berlusconiani è inutile dilungarsi. Avrebbero anche giurato che Ruby Rubacuori, oltre a essere la nipote di Mubarak, era la cugina di Gesù pur di corroborare la tesi difensiva del Cavaliere. Ciò che lui affermava si ribadiva come un ritornello di una canzone di successo. I grillini (già il nome tradisce la vocazione) si affidavano anima e cuore al comico-statista. E chi non era d’accordo con la ditta Grillo-Casaleggio andava incontro all’espulsione (che rievoca l’istituo dell’epurazione e le liste di proscrizione. Anzi, ad un certo punto fu anche pubblicata una lista di giornalisti invisi al Movimento…). I dipietristi osannavano Di Pietro a prescindere dalle sue evidenti lacune, i dalemiani idem, i vendoliani anche, i renziani perpetuano la tradizione, ecc. Qualunque cosa dica il “capo” va bene. E ci si impegna, arrampicandosi sugli specchi, a ribadirne la bontà e la valenza, a giustificarne le motivazioni e la ratio, a celarne le contraddizioni, a contrastare i contestatori. E, ahinoi, tale malvezzo esonda i confini della politica per inondare le dinamiche sociali sotto tutti i punti di vista. Che sia un politico, un allenatore di calcio, un giornalista, un tronista, un vip, un anchorman, un intellettuale, non conta. Si elegge il proprio idolo e ci si schiera dalla sua parte senza se e senza ma, a prescindere, acriticamente. Tutto ciò che dice e che fa è ben detto e ben fatto! Lo si difende a spada tratta e si nega l’evidenza pur di non ammettere mai che abbia sbagliato, foss’anche per una volta sola. Evviva la democrazia! Naturalmente, non si può pensare che siffatto malcostume sia proprio solo degli italiani. E’ una prerogativa di molti esseri umani al di là della nazionalità o della razza; ma forse il popolo italiano, in questa particolare classifica, si posiziona ben oltre la media…
Il Suo post mi ha fatto tornare in mente un film che ho visto tempo fa, e che rifletteva con grande profondità sul mondo della politica e sulle sue storture. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/01/08/il-fine-giustifica-i-mezzi/. L’ha visto?
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