SINOSSI-RECENSIONE

0001Luisa, giovane manager in un’azienda operante nel settore dell’edilizia turistica, viene trasferita da Bologna a Lecce per curare lo start-up di un nuovo progetto nel Salento. Qui ritrova Andrea, una conoscenza del periodo universitario, il quale la introduce alla frequentazione della sua piccola comitiva: Cesare, un libraio incline alla meditazione filosofica e alla poesia, dotato di una concezione dell’esistenza singolarissima; e Marco, professore universitario nonché avvocato, assai più pragmatico del primo. La compagnia e le meraviglie di quella terra splendida, rendono più morbido il suo inserimento nella sconosciuta realtà pugliese, complicato anche da una conturbante relazione telefonica che Luisa intrattiene con un ragazzo malato di leucemia, Alessandro, il quale, tutto compresso nel suo calvario, si rifiuta d’incontrarla ma non può prescindere dal supporto vocale che lei gli offre. Devastata dai sensi di colpa e da un innato spirito crocerossino, Luisa non riesce a troncare, anche perché non saprebbe come giustificarsi con Ester, una buona amica di Bologna che li ha “presentati”. Intanto, un evento tragico irrompe nel quotidiano dei nostri personaggi, sconvolgendone il vissuto: viene rinvenuto a Lecce il cadavere di una ventenne con una lettera incisa sulla fronte, brutalmente strangolata. A indagare sul caso viene chiamata anche la Dottoressa Carla Panzera, psicologa e fidanzata di Marco, la quale, nel ruolo di profiler, ha il compito di stendere un profilo psicologico dell’assassino. Incarico non facile, considerando la completa assenza di prove sulla scena del crimine. Nel giro di poco tempo, gli omicidi si moltiplicano: le vittime hanno sempre vent’anni e una lettera incisa sulla fronte. Cambiano soltanto la location e la metodologia con cui viene inferta la morte dal killer seriale. Le Forze dell’Ordine sono nel panico, i media attaccano impietosamente gli inquirenti, denunciando l’assenza di piste concrete d’indagine. Nel frattempo i nostri protagonisti cercano di proseguire i loro percorsi, non lasciandosi turbare troppo dagli accadimenti: Luisa è sempre incastrata nel rapporto con Alessandro, ma inizia a nutrire particolari sentimenti per Cesare; Andrea, a sua volta, non può dirsi immune dal fascino emanato dalla sua amica bolognese; Cesare è impegnato nella stesura della sua ultima silloge e inizia a vedersi – poco convinto – con Michela; Marco si candida alle elezioni con un nuovo Movimento locale (Goal), ed è completamente assorbito da tutta la macchina che l’agone politico mette in moto; Carla è angosciata dalle ricerche dell’assassino seriale, che paiono chiuse in un vicolo cieco.
Con la maestria dei grandi narratori, Enrico Fattizzo disegna un romanzo corale, sviluppando una rete di personaggi e situazioni fittamente intricata, ma sciolta in modo dolce e perfetto in un epilogo indimenticabile. Un libro che sa coniugare in maniera brillante un linguaggio aulico e una trama che vive in bilico fra il rosa e il giallo, muovendosi sinuosamente su una pluralità di registri stilistici piegati alle esigenze dei protagonisti, denudati sul palcoscenico dell’azione dalle sovrastrutture che ci allontanano dal nostro io più autentico.

 

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