A PIEDI NUDI

 
Colorato di brezzati meriggi
in solitaria compagnia
mi sollazzo di silenzi
assediato da titubanti raggi.

Adocchio l’intenso lucore
di sagome di lenzuola renitenti al vento
ansiose di sviluppo
per ondeggianti trame.

Vile mi appare il tempo
che impenitente fugge
per varare nuove storie.
In altri lidi
trepidanti attori
ignari di novelli testi da decifrare.

I vasi, da balconi cinti,
riflettono le ore
e geometrie raffinate
ne spiegano l’essenza.

S’ammutolisce anche il vino
nei concerti smodati
di bicchieri filiformi,
di gusto
vaneggianti narratori.
Gole private
ostaggi innocenti
di siccità inopinata.

Come pillole d’empietà
furono lette le verità insidiose
lancinanti
profonde
bagnate dal cielo.

Mordaci come una volta
le sillabe disperse,
in rovi di remote campagne,
abbandonate.
Avvinghiate alle confuse forme
di cortecce d’alabastro,
odono uno strepitio già noto,
del proprio canto stentoreo,
sinuoso manifesto.

L’altalena dei tuoi umori
si è spinta troppo oltre
smarrendo i codici del ritorno.
Ora negli occhi solo polvere
e dell’iride
fioca appare la luce.

Foto taroccate da infida amnesia
aleggiano per tumultuosi spazi
eludendo una realtà che appare abulica.
I segni sulle mani
li ho curati con terapie d’oblio;
nessuna sofferenza per chi ha sfidato la vita
con fiaccole accese anche di giorno.

Annusando l’ambiguità
di ciò che non conoscevo
impreziosì l’olfatto.
L’avvento di nuova linfa s’avverte
dalla scia poderosa
di un profumo di chimere.
Ricurva ritorna
a mendicare vento
la freccia scagliata in alto.
Scrivo canzoni da dedicare alla notte:
rifinite dall’afasia del tempo
si riappropriano di attualità
nel cerchio del divenire.
Ed io, ciglio di strada,
levigato da echi intermittenti,
le accolgo come foglie d’autunno
in esiziale danza.

Insensibile alle freddure
caracollo nelle fauci dell’inverno
elemosinando spazi isolati.
Da lì partorisco il nulla
e me ne vanto con me stesso.

Riposando nel letto del fiume
appresi l’antologia dell’acqua:
il suo fluire lento
a volte immoto
e poi il suo andare feroce
forsennato
apocalittico
divenne ispirazione da sigillare.
Ne compresi le istanze
e fui iniziato ad una diversa missione
che sollecitava fulgida rigenerazione,
e superamento.

 

Enfat, 03/11/2014.

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