NERO DI BARCA

 

Nero, anche il mare lo indossò.

Vagiti di orizzonte

poi aneliti di alterità

in proiezione titubante.

Onde sormontate da selva d’occhi,

neri,

virgulti di speranza

in terreno arido,

avvolti da spasmi di cielo,

nero.

Molto fu il sangue asperso,

nero,

linfa immolata di reietti.

Un suono straniero, soffocato,

mimesi di canto dilaniato,

si faceva eco inaudita

in stanze troppo bianche

per accogliere un odore,

nero.

Furono ostaggi del non tempo,

virgole ingenue

di una trama senza pause,

anime inondate di pianto alieno,

inchiodate al mondo,

spente da acqua di prigionia,

schiave di corpi violentati, consunti,

o interrotti.

Pochi vollero vedere,

alcuni accesero le luci,

ma molti si rifugiarono dietro

un ventaglio spalancato,

e nero.

 

Enfat, 24/09/2014

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