DAI TEMPO AL TEMPO

Riportiamo, leggermente rivisitato, un articolo del sottoscritto apparso su Tuttocasarano (sito di informazione noto oltre i confini casaranesi). Siamo nell’ottobre del 2008!

 

Il 16 Ottobre si è tenuto il consiglio comunale con all’ordine del giorno una questione delicatissima e, per certi versi, controversa: la costruzione di un sito per la produzione di radiofarmaci. Una vera e propria vexata quaestio. In altre parole, si trattava di fugare i dubbi sul potenziale pericolo ambientale e sanitario per tutti noi e per le generazioni future. Naturalmente, l’operato del Sindaco, da sempre allergico alla chiarezza ed alla trasparenza, che altro non sono che lo specchio di una democrazia, aveva ingenerato tali atroci dubbi. Sui giornali campeggiavano titoloni che facevano riferimento alla mancanza della documentazione necessaria, alle difficoltà della commissione consiliare di valutare il caso con conseguenti dimissioni a raffica e, financo, a due visite dei Carabinieri a Palazzo dei Domenicani per far luce sulla vicenda. Insomma, una bella patata bollente. Sono invitati a relazionare ed a fornire delucidazioni in merito alla questione, il responsabile dell’azienda produttrice, alcuni tecnici del settore ed il Dott. Serravezza, noto ed autorevole oncologo casaranese ed esponente del fronte del no. Oltre che alla questione sostanziale della bontà e/o della pericolosità dell’iniziativa, si dovevano chiarire molti aspetti riconducibili alla procedura che, a detta di molti, faceva pensare ad un iter amministrativo sospetto…Inizia il dibattito e subito si nota un certo ostracismo nei confronti del Dott. Serravezza motivato da un doveroso e pedissequo rispetto per le regole del consiglio stesso. Infatti, il Presidente del Consiglio, oltremodo zelante, richiamava continuamente all’ordine chiunque si azzardasse ad intervenire senza il suo consenso. Evidentemente, le regole del Consiglio comunale valgono di più della salute dei cittadini presenti e futuri…Comunque, il Dott. Serravezza, dopo aver minacciato di abbandonare l’aula, riesce ad esporre le sue ragioni anche con toni animati e con appelli accorati. Entrando nel vivo del dibattito, mi hanno colpito particolarmente tre interventi.

Il primo di un consigliere, medico di professione, che, concludendo, si rivolgeva al Sindaco dicendogli che se anche avesse commesso delle irregolarità procedurali, in virtù del nobilissimo fine, aveva fatto bene! Da che mondo è mondo il fine giustifica i mezzi! Anche noi abbiamo il nostro Machiavelli! Ora, al di là del fatto che io ancora non ho certezze sulla bontà del fine, mi chiedo: d’ora in poi, ogniqualvolta l’obiettivo da raggiungere dovesse essere ritenuto importante, ci sarebbe automaticamente l’autorizzazione a calpestare la legge? Naturalmente, nessun fine, ancorchè nobile, può autorizzare a conculcare i regolamenti del Consiglio Comunale!

Anche il secondo intervento diventa particolarmente interessante al suo volgere alla fine. Passando dalla zappa al trattore fino al titanic, egli afferma che il progresso comporta qualche rischio e che mai una guerra è stata vinta senza morti… e siccome si parlava del pericolo, sempre ipotetico, di tumori… qualche brivido ha percorso le nostre schiene! Un riferimento diciamo di cattivo gusto…(credo che emerga con chiarezza la mia predilezione per gli eufemismi..). E comunque, ci sono i regolamenti…ed il pubblico deve tacere! Anche se si parla della loro salute gli astanti devono tacere!

Il terzo intervento degno di nota è di un consigliere spesso critico nei confronti del Sindaco. Da sempre paladino dei deboli, fino a poco tempo prima, con lo stesso entusiasmo rimarcava il suo ruolo di oppositore, pungolatore e bacchettatore del Sindaco da lui ritenuto l’artefice di tutti i mali…Egli esordisce esibendosi in un’invettiva contro il pubblico reo, a suo dire, di volersi impossessare di un potere che, in quel consesso, spetta solo a lui ed ai suoi colleghi. A suo parere, solo la cortesia del Presidente (quello dei regolamenti sacri) aveva permesso qualche sporadica “intrusione” dei cittadini allarmati per la loro salute. Inoltre, il consigliere sottolineava che il pubblico doveva ringraziarli per la loro bontà e la loro umanità perchè, in difetto di queste qualità, avrebbero allertato le forze dell’ordine contro il pubblico stesso! Mancavano solo i carri armati! Continuando, egli tesseva le lodi del Sindaco che lo gratificava con un <<bravo…>> e lui, esultante ed ebbro di gioia, con un sorriso smagliante si congedava.

Dulcis in fundo, finalmente tocca al Gran Capo, il nostro Sindaco, quel biricchino che , forse, aveva commesso qualche irregolarità nelle procedure. Dopo aver sfoderato la solita apologia di sé stesso basata sulla sua capacità di vedere oltre, di essere illuminato e lungimirante, chiude il discorso definendo chiusa la questione legata ai dubbi sulla salute mercé le rassicurazioni dei tecnici relatori. Ora, io non capisco perchè si debbano considerare sacre le affermazioni del responsabile della casa produttrice (quindi palesemente di parte) e di altri tecnici (indiscutibilmente qualificati) e si debbano snobbare le teorie del Dott. Serravezza che è super partes. Boh…Peraltro, in via incidentale, gli unici a non essere stoppati e bacchettati dal Presidente, in ossequio ai sacri regolamenti, sono stati proprio i relatori in rappresentanza del fronte del si…

Tuttavia, quando tutto volgeva al termine, ecco il colpo ad effetto del Sindaco! Egli afferma che è stata scritta una bella pagina di DEMOCRAZIA…E nessuno, neanche dai banchi dell’opposizione, osa manifestare dissenso o indignazione! Ma come? Se, su un tema che definire scottante è riduttivo, neanche i consiglieri e gli assessori erano informati (non parliamo della cittadinanza)…se siamo arrivati ai Carabinieri in Palazzo… se, per poco, il pubblico presente non veniva caricato dalle forze dell’ordine…questa sarebbe la bella pagina di DEMOCRAZIA? Ma è una commedia o un horror? Ma l’etimologia del termine DEMOCRAZIA la conoscete?

Sono andato via con un sorriso sulle labbra intriso d’amarezza e con il pianto nel cuore!

Concludendo, alcune considerazioni. Anzitutto, vorrei ricordare a quei signori che, strepitando, rivendicano il loro poteruccio, che esso non deriva da una chiamata dall’alto o da un concorso vinto, ma bensì unicamente dal loro ruolo di rappresentanti del POPOLO; che l’unico vero depositario del potere di decidere del proprio futuro, soprattutto quando si parla di argomenti di questo tipo, è il POPOLO SOVRANO! E torniamo sempre al concetto di DEMOCRAZIA! Inoltre, io, invece di termini quali potere e diritto, ne adopererei altri quali dovere e responsabilità…perché è anche, e soprattutto, dalla terminologia usata che si evince lo spirito con il quale ci si approccia a questo ruolo!

L’ultima riflessione, evidentemente, è rivolta al Sindaco. Egli, nel corso del suo intervento, ha stigmatizzato (lo fa spesso) un certo terrorismo psicologico montante. Ebbene, anche qui nessuno si azzarda a replicare. Si deve essere dotati di una intelligenza sovrumana per capire che è proprio il suo metodo di gestione della Res Publica a generare quel terrorismo psicologico! Credo che sia addirittura inevitabile che, al cospetto di una gestione (degli interessi della collettività) che mortifica la partecipazione, che nega le informazioni, che ingenera una percezione di nebulosità, che alimenta cattivi pensieri, comincino a serpeggiare dubbi, timori, insinuazioni, allarmismi e paure che, diffondendosi, partoriscono scenari come quelli che il Sindaco denuncia. Ed è di tutta evidenza che questa linea di condotta rappresenta il terreno fertile anche per quel terrorismo psicologico di matrice strumentale, alimentato ad arte ed in mala fede. Ed è per questo che si dovrebbe agire cercando di non dare adito a simili strumentalizzazioni. Peraltro, io non credo proprio che in questa vicenda si possa ravvisare un siffatto disegno opportunistico. Io continuo ad insistere, a costo di essere noioso, sulla “particolare delicatezza” della questione. Se si parla di altre tematiche, dinanzi ad un rischio quantificabile in una possibilità su cento, io azzardo…ma se parliamo della salute di una collettività, io non azzardo neanche se il rischio fosse di una possibilità su un milione! Io pretendo l’inesistenza del rischio! Inesistenza significa…zero possibilità su un milione! Ad esempio, il Dott. Sandri (uno dei relatori), peraltro molto chiaro ed esaustivo, nel suo intervento, più volte, definiva i rischi …trascurabili. Ecco quel termine mi inquieta… Io esigo che siano inesistenti e non trascurabili!

Comunque, è stata scritta una bella pagina di DEMOCRAZIA…

Enrico Fattizzo

 

Ora, dopo otto anni, e alla luce degli ultimi sviluppi (indagini sui protagonisti della vicenda per un’ipotesi di truffa per ottenere illeciti finanziamenti, sequestro degli opifici, della casa  e dei conti correnti di uno degli indagati ad opera della magistratura, dirigente comunale di allora coinvolta pesantemente nelle indagini, ecc.), ci si chiede: ma era tutto vero? E quella parte politica che sosteneva questo “progetto”, poco tempo dopo spingeva per la realizzazione di una mega centrale a biomasse (per fortuna scongiurata da una sollevazione popolare e dall’impegno di alcune forze politiche) dai risvolti ancor più inquietanti. Poi, alcuni pensarono bene di fare retromarcia (per ragioni di opportunismo credo…). E, nonostante tutto, questi signori ancora si fanno vedere in pubblico, ostentano sicurezza, godono di stima e considerazione (un po’ meno di prima a dire il vero)! Ah, caro, vecchio, ingenuo popolo…

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