COMPETENTE A CHI?

A ottobre tutti a processare la Juve e la campagna acquisti. E tutti ad incensare l’Inter e la campagna acquisti…e molti a vedere la Roma favorita per lo scudetto perché con la rosa migliore…
Giorgio Ravaioli, opinionista forbito di Top Calcio 24 (Tele Lombardia e Antenna 3) diceva che Alex Telles era meglio di Alex Sandro! E questo giudizio veniva espresso nei primi giorni di gennaio quando già Alex Sandro aveva fatto vedere di che pasta fosse fatto.
Roberto Pruzzo, mitico centravanti della Roma negli anni ottanta, su Tuttomercatoweb (che riprendeva la dichiarazione rilasciata ad una radio credo…) diceva che la Juve, che poi avrebbe fatto quello che ha fatto, aveva sbagliato in pieno la campagna acquisti e che era da rifondare!
Enzo Gambaro, ex calciatore di livello modesto, su Gazzetta Tv (canale 59) affermava con una certa prosopopea che Allegri non capiva un c…e che l’Inter era la favorita per lo scudetto! Anche Zola dava l’Inter favorita davanti alla Juve (primi di gennaio).
Massimo Caputi (Responsabile sport de Il Messaggero e opinionista televisivo affermato), invece, al Processo del Lunedì su Raisport 1 e Rai 3 pronosticava Inter, Roma e Napoli per i primi tre posti. Sconcerti, Vialli e Caressa vedevano Inter e Roma favorite per lo scudetto!
Lavoro spettacolare di Mancini era la chicca di Ivan Zazzaroni (opinionista di punta de La Domenica Sportiva e “giudice” a ballando con le stelle). Un allenatore che non è riuscito a dare uno straccio di gioco e di identità in quasi due anni e che è arrivato quarto (a tredici punti dalla terza) dopo che, grazie a tanti fattori concomitanti, era stato primo per tanto tempo…E Sarri? E Giampaolo? E Di Francesco? Che aggettivi vogliamo utilizzare???
Luigi Garlando, altro grande estimatore del Mancio, sulle pagine della rosea esaltava l’allenatore dell’Inter per la scelta di Felipe Melo (???). Inoltre, la mancanza di gioco, a suo dire, evidenziava ancor di più i meriti dell’allenatore per i risultati raggiunti senza l’ausilio di un gioco! Quindi, un allenatore è più bravo se non riesce a dare un gioco alla sua squadra…
Gianni Valenti (vicedirettore de La Gazzetta dello Sport), in un editoriale apparso sulla rosea, dopo solo due giornate, faceva già il conto dei punti di vantaggio sulle rivali che l’Inter poteva amministrare…
Alberto Cerruti (uno dei giornalisti sportivi più affermati e stimati), su La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio, dice che il Napoli è favorito sulla Juve per 5 motivi. Tra questi: perché ha vinto lo scontro diretto (quindi non il contrario visto che ci sarebbe stato il secondo scontro diretto a Torino che poi in effetti il Napoli ha perso); perché è più completa avendo un regista di ruolo come Jorginho e non un adattato come Marchisio (quindi per definire una squadra più completa non si guarda alla vastità della rosa, alla bontà dei ricambi in ogni ruolo, ma solo al fatto che si abbia un regista di ruolo o meno. Peraltro, anche come regista sempre meglio Marchisio di Jorginho…
I primi di febbraio Gianni Valenti (quello dei punti da amministrare) in un editoriale su La Gazzetta, disquisendo di Inter, critica campagna acquisti, scelte sbagliate, gioco, personalità, ecc. Chiamasi inversione a U…
Il 29 febbraio, invece, Luigi Garlando, in un altro editoriale su La Gazzetta continua a ritenere positivo il lavoro di Mancini dopo ben due mesi di tracollo senza precedenti, spogliatoio spaccato, scelte rinnegate da lui stesso, assenza cronica di un barlume di gioco, di idee e personalità, una serie di atteggiamenti a dir poco censurabili nei confronti di arbitro e giornalisti, ecc. Immaginiamo solo per un istante se il suo lavoro fosse stato negativo…

Questa sequela di profezie dimostra come in Italia la meritocrazia sia calpestata sia nella fase di ascesa che in quella di discesa. Cioè, non solo risulta assai difficile imporsi per soli meriti, ma una volta arrivati, risulta assai difficile regredire per demeriti! Basta farsi un nome, o avere un passato ed è fatta. Non importa più quello che dimostri di sapere o di ignorare. Come si può continuare ad interpellare uno come Pruzzo che a ottobre vede una Juve disastrosa e disastrata che necessita di una profonda rifondazione?

E tali giudizi smentiscono clamorosamente la teoria, intrisa di retorica banale, che uno del “mestiere” sia sicuramente più preparato di un altro non del mestiere. In realtà, conta sempre l’intelligenza ovvero, secondo l’etimologia del termine, la capacità di leggere dentro. Se una persona è intelligente e segue con costanza e con grande passione una materia, sarà sicuramente più competente di un’altra meno intelligente che fa di quella materia il proprio lavoro. Naturalmente, parlando di persone più o meno intelligenti, non ci riferiamo ai nomi che abbiamo citato. Il nostro discorso vale come teoria generale…

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